martedì 29 giugno 2010

In gita al Bosco del Lusignolo


Tutte le volte che si esce dall'Autostrada a Manerbio si vede il cartello marrone delle informazioni turistiche che indica il fiabesco "Bosco del Lusignolo", allora andiamolo a visitare!
Se è un bosco sarà fresco; c'è un corso d'acqua, quindi la meta è approvata da Angu, che se no in pianura mi soffre. Di sicuro qualche cosa di naturalistico ci sarà in un bosco per il nostro Pulce,  e per Ciccetto lunghi percorsi ciclopedonali per cullarsi in carrozzina: le foto e le info su internet sembrano allettanti, anche se il sito ufficiale è antiquato e non aggiornato..  insomma carichiamo il Westfalia, latte per Ciccetto in frigo, e partiamo.
Il "Bosco del Lusignolo" si trova a San Gervasio Bresciano, e se non fosse che le segnalazioni si perdono proprio vicino alla meta, sarebbe facilmente raggiungibile. L'entrata nord è un po' abbandonata, quella principale ben curata, insomma si capisce che hanno fatto le cose bene.



Qui una mappa più dettagliata.

Purtroppo...
Purtroppo il Bosco non è la Grande Foresta di Pianura che mi ero immaginata. Le 30.000 piante messe a dimora hanno ancora un bel po' da crescere, e comunque difficilmente renderanno ombreggiato il lungo percorso della ciclopedonale. Nel gran caldo di inizio estate noi siamo stati a disagio a passeggiare in pieno sole con i bimbi.
Eppure i piccoli tratti lungo la roggia del Lusignolo sono splendidi, davvero lussureggianti, e la passerella sospesa di grande effetto!


Anche le aree picnic sono ben collocate, la seconda in una splendida piccola insenatura del corso d'acqua, sotto una altissima volta di fronde ombrose. E ovunque il canto di moltissimi uccelli.
Una gita da rifare in primavera o autunno, e con le bici al seguito.
Per fortuna di fronte all'ingresso principale il Bar "La Staffa", dove si affittano anche le bici, ha recinti con animali, così il pomeriggio è passato, tra un ghiacciolo per noi, le erbe date da mangiare agli animali e qualche tiro al biliardino. Lontani dalle resse, in mezzo alla natura, anche qui in pianura.

sabato 19 giugno 2010

Indossare la propria immaginazione: la maglietta dipinta col Tirannosauro

Non è più tempo di Triceratopi, Stegosauri, Brontosauri o che so io. E' tempo di caldo e carnivori. E dato che non ho trovato in rete una testa di Tirannosauro che mi soddisfacesse per efficacia e semplicità ho chiesto al pulce di disegnarmela lui:


Ah, un bel rosso vermiglio è proprio quello che ci voleva!
Ci ho voluto decorare una canottiera bianca, questa volta non macchiata ma nuova nuova, tutta per il mio piccolo-grande Pulce.
Come al solito: ho attaccato il disegno su un plexiglass trasparente che ho infilato nella canottiera e fissato con graffette stendendo bene la maglia.


Lavorando in trasparenza, con una matita morbida ho riportato il disegno più fedelmente possibile..


..e poi l'ho ripassato a pennello con i colori per stoffa, cercando di rendere i tratti di pennarello, finalmente potendo usare i colori per stoffe chiare che sono veramente più fluidi e facili da stendere..


Insomma in un'ora ho fatto tutto e alla fine è venuto piuttosto bene, forse la canottiera con colori qualche tono più scuri ma non sottilizziamo (per questa volta ho preso i colori puri dai vasetti, e ho bandito le sfumature).


Direi che il Pulce è stato piuttosto fiero del risultato: quel tirannosauro alla Scuola Materna deve aver fatto una strage!

P.S. Magari qualcuno si chiede perchè cavolo non vado in qualche negozio specializzato e me le faccio stampare in un secondo queste magliette, oppure scansisco i disegni, me li stampo da pc sulla carta apposita e li trasferisco a caldo sul tessuto col ferro da stiro. Beh, queste stesse considerazioni hanno bloccato per anni la mia produzione di magliette personalizzate - regalo. Poi ho provato entrambi i sistemi: non c'è paragone! E così eccomi a impugnare di nuovo i pennelli. E quanto mi sono mancati i miei colorini..

venerdì 18 giugno 2010

La torta che ci piace: torta di mele velocissima



Io, il Pulce e Ciccetto, che stando nel marsupio ha rischiato più volte di finire nell'impasto, abbiamo approfittato della fresca parentesi climatica per utilizzare il forno e cucinare insieme questa torta di compleanno.
E' la "Torta di mele velocissima", una delle nostre torte preferite per le sue numerose qualità: facile, rapida, speziata, fruttata, ipocolesterolemica..


Ecco la ricetta, tratta dal libricino "La Prima Colazione" della serie "I Ricettari Volanti" che si trovano in alcuni negozi biologici.


Prepara gli ingredienti (riconoscili!), pesali (cioè leggi i numerini alla mamma), mescola quelli secchi (non sul tavolo, grazie), rompi l'uovo e mescola quelli liquidi, metti tutto insieme e aggiungi il lievito, e infine le mele preparate dalla mamma..


E, dopo la cottura, immancabile la decorazione, affidata d'onore al Pulce, che proprio non si è tirato indietro.

giovedì 17 giugno 2010

Cosa regaliamo al papà? Magliette decorate coi disegni del suo bimbo!

Lo scorso anno Angu ha ricevuto in dono questa maglietta Solidal Coop su cui avevo ridipinto due dei nostri disegni preferiti del Pulce. Così per tutta l'estate ha potuto indossare orgoglioso  le immagini scaturite dalla fantasia del suo bimbo!



I disegni originali sono stati riportati diligentemente sulla maglia con la carta carbone dopo essere stati fotocopiati per non rovinarli (un lavoraccio..) e poi ripassati a pennello con i colori per stoffe scure, cercando di rendere più possibile l'effetto "tratto di pennarello".




E quest'anno? Martedì papà è stato festeggiato con una bella torta (ovviamente decorata) e il Pulce ha provato per la prima volta i pennarelli per tessuto.




La maglietta bianca è diventata un foglio bianco grazie al nastro carta, il plexiglass interno e le graffette che la tenevano ben stesa, e su di essa è spuntata una giunglevole giungla. Auguri Angu!!

mercoledì 16 giugno 2010

Timbri e papaveri

                                - Mamma, si possono fare i timbri con i papaveri?
                                - No, non credo.
                                - Ah..
                                - ... però possiamo provare!



Aggiornamento 2012. La blogger Wildcraft Diva ha provato a fare i timbri con i boccioli di melograno ed ha creato dei bellissimi cartoncini augurali. Proveremo anche noi!

lunedì 14 giugno 2010

Timbri con le patate. Decorare sacchetti regalo e lenzuolini da lettino


Questo è solo un mezzo tutorial, perchè uno bello e dettagliato lo trovate già se andate a trovare Made in Kinà.
Ho sentito l'urgenza di affrontare anche io l'argomento per ricordare un trucchetto che semplifica il lavoro di "intaglio" dei tuberi: usate gli stampini per i biscotti!!!
Si premono forte sulla mezza patata e si taglia lo scarto con un coltellino affilato..Più facile di così! Noi con quelli natalizi abbiamo creato le decorazioni per tutte le borse di carta (fatte a mano da Angu con vecchi poster inutilizzati dopo aver smembrato una borsa-modello) che contenevano i regali, viveri equo-solidali, in quel caso. Così ha attivamente collaborato anche il Pulce e i regali, pur semplici, sono stati super-personalizzati!


L'anno prima era stata la volta dei biglietti di auguri, ma allora gli alberelli e le stelle cadenti me li ero ritagliati tutti a mano..



Infine segnalo la possibilità di utilizzare i veloci e maneggevoli timbri, purtroppo rapidamente deperibili, per decorare la stoffa.


Ebbene si. Al Pulce è toccata anche questa.
Solo dopo i due anni e mezzo è stato finalmente pronto a stare nel suo lettino, e per addolcirgli il passaggio l'ho coinvolto nella decorazione dei suoi lenzuolini da lettino. Presto fatto: un set verde acqua, patate giganti, un bimbo che dà indicazioni precise sui soggetti, una mamma che intaglia obbediente, prepara le mezze patate colorate, le passa all'artista.. ed ecco nascere tutto un mondo marino, con un tocco di magia in più grazie a dettagli glitterati. Magari i disegni sono un po' slavati perchè il Pulce non riusciva a fare molta pressione, e poi le patate vanno sempre ben asciugate prima di dipingerle perchè tendono a rilasciare l'amido, però il coinvolgimento è stato massimo, ed il lettino è diventato proprio proprio suo.


P.S. Se si lavora con colori per stoffa e bambini, meglio mascherare le parti del tessuto che non vanno decorate con abbondante nastro carta, in modo da rendere la decorazione più possibile "ordinata". Insomma in modo da evitare irrimediabili pasticci!

domenica 13 giugno 2010

Ancora su "Tantibambini"

Ancora su "Tantibambini". Così ci scriviamo io e la Bice, e così mi fa ripensare ai libretti Einaudi di quando ero bambina, ora finalmente rinati a nuova vita grazie agli occhi del mio bimbo grande (beh, "grande"... 4 anni...).


Cosa ho pensato quando li ho sfogliati con gli occhi di adulta, di mamma?

Ma... FINALMENTE! Finalmente ho la scusa di guardarmi di nuovo tutti quei colori, di capire cosa ci trovassimo io e mio fratello negli anni ottanta, tanto da non farceli più dimenticare.
Ho chiesto alla mia, di mamma, come fossero finiti in casa nostra. E ho scoperto che i miei genitori li comprarono da un catalogo, scegliendone una ventina in occasione dell'acquisto di una ben più impegnativa opera editoriale per adulti proposta da un venditore a domicilio.
L' "Opera Seria" mia mamma non si ricorda più quale fosse, ma i libretti si, me li ha conservati in soffitta e quando è stato il momento giusto sono passati al nipotino.
Di Tantibambini ricordo che avevo una visione d'insieme per via che erano quadrati, leggeri e con la mezzaluna colorata sul lato. A dire il vero però avevo i miei preferiti, ed alcuni li ho proprio snobbati.
La cosa strana è che anche da grande i volumetti negletti non mi è venuta la curisità di riaprirli, chissà perchè.
Invece altri ce li ho proprio stampati in testa.
Come i volumi 1 e 14 de "I Quindici", come "Rosaconfetto" della serie "Dalla parte delle bambine", certi libretti Tantibambini mi hanno lasciato molte cose, soprattutto molte immagini.
Di "Voglio Una Mela Blu" (Ibi Lepscky, Luciana Roselli) ho fatta mia la grande mela dal colore improbabile, simbolo del desiderio inibito e compresso che esplode nella fantasia più sfrenata. Ma anche ho amato tutte le altre illustrazioni, che riprendono dettagliatamente il testo e soprattutto sembrano piatte e fatte a pennarello (la carica grafica sottolineata dai contorni più scuri), forse la tecnica più a portata di mano per me bambina.
Si, forse è proprio il taglio grafico e moderno che mi ha colpita.
Diciamocelo, non sono affatto sdolcinati, anche se spesso teneri. La storia di "Voglio comprare una tazza gialla con una ochetta blu" (Ibi Lepscky, Emanuele Luzzati) e anche "Tutti cuciti assieme" (Marielle Muheim) e "Mi diverto un sacco" (Maresa Leddi, Mario Leddi) ad esempio.






E non è che siano senza morale, anzi.. Proprio in "Mi diverto un sacco" ad esempio si affrontano temi ecologisti (in Italia è anche l'epoca di Barbapapà); altrove invece la morale è universale ("Due pesci per cena" di Anonimo Cinese e Rino Albertarelli; "Storia di due scarpe" di Gabriella Verna) oppure si affrontano argomenti ancora drammaticamente attuali, come in "Teodoro Sisisi" di Gabriella Verna, sull'edilizia selvaggia e criminale.



Ma più ancora le storie sanno essere folli, oppure di poche parole e tante immagini, storie tutte da riempire con l'immaginazione di chi le guarda e le legge - o se le fa leggere.
Ma cosa è saltato in mente ad esempio agli autori di "I tarocchi col porcello" (Cristina Lastrego, Francesco Testa)?


Ma che storia è? Eppure è divertente, e molto molto medioevale, anche nei colori. Peraltro è la preferita del mio bambino..

Ed ecco gli altri miei Tantibambini. Ora rubo un po' il lavoro alla Bice: qualcuno se li ricorda? che cosa ne scrivereste?

"Celestino Guardunpò" di Tullio Ghiandoni

"Chi c'è nel prato" di Maurizio Cavicchiolo e Giorgio Bogoni


"Coloriamo le motociclette" di Maria Pia Donzelli


"Coloriamo le nuvole" di Pietro Spica


"Diciotto l'orsacchiotto" di Irina Hale


"Dove andiamo?" di E. Poi e Mari Carmen Diaz


"Giuseppe verde giallo rosso e blu" di Pino Tovaglia


"Il paese del melograno" di Aoi Kono


"Il piccolo Marroncini" di Isobel Harris e André Francois


"Il teatro delle ore" di Ferdinando Albertazzi


"Mamme favole e bambini" di Mario De Biasi


"Un paese di plastica" di E. Poi e Ettore Maiotti
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