giovedì 28 aprile 2011

Una gita minima per tutta la famiglia: il picnic al Castello di Soncino

Pulce, 17 aprile 2011. Rocca di Soncino - disegno dal vero. Pennarello su carta, seduto sul prato.

Cara Laura, se dovessi scrivere sulle vacanze minimaliste in famiglia... beh, io ci metterei una gitarella così, che non è proprio una vacanza,  ma minimalista direi di si.

Anzi, prepàrati! Perché a Pasqua siamo stati dei gran girondoni, e di gite minime, le nostre "gite ideali", ne abbiamo infilate altre quattro, una dopo l'altra:

- Una gita in famiglia al Museo del Giocattolo e del Bambino di Santo Stefano Lodigiano
- Una gita in famiglia al Parco della Galleana e alla mostra "Dinosauri in carne e ossa" a Piacenza
- Una gita in famiglia in bicicletta ai fontanili della pianura lombarda
- Una gita in famiglia in bicicletta sul fiume Adda da Crespi a Trezzo d'Adda

Due considerazioni:
1) Il tempo atmosferico è stato sempre smaccatamente dalla nostra parte, e così metà rischio di gita-flop è stato fugato
2) Cosa non si fa per aiutare il marito a non pensare al lavoro! ;-)


Il picnic al Castello di Soncino

Si tratta di raggiungere (se si vuole anche in bicicletta) la Città Murata di Soncino, per visitare il suo Castello (di cui ho già accennato parlando di "Ladyhawke").  Se uno non va il giorno di Soncinofantasy, Soncino è una località turisticamente piuttosto economica e poco affollata: il biglietto d'ingresso alla Rocca, che si compra davanti all'entrata, costa 9 euro per tutta la famiglia, e comprende anche la visita al Museo della Stampa e alla Sala di Vita Medievale.
Noi siamo stati fortunati, perché siamo capitati in un giorno di visite guidate gratuite alle zone sotterranee della cinta muraria (ancora completa), recuperate dall'associazione locale di speleologia urbana. (La prossima volta andremo sul sicuro controllando prima gli eventi qui. C'è una visita simile ogni mese, da quanto ho capito).

Questa è la gita ideale da fare con tutta la famiglia perché Soncino si gira tranquillamente tutta a piedi ed il Castello, o Rocca, è un monumento pieno di fascino e storia, visitabile quasi interamente (parti sotterranee, abitazione del Capitano, camminamento panoramico) ed è circondato da una vasta area verde ben tenuta, con zone d'ombra, giochi per bambini e pratoni.




La nostra giornata:

Arrivati la mattina, abbiamo visitato la Rocca in santa pace, con un paio di altri turisti entusiasti. Gli ambienti hanno i pavimenti sconnessi, quindi sconsiglio tacchi e passeggini (ci sono pure scale!).

Il Ciccetto si è divertito a fare le scale per mano e a giocare col ghiaino della corte, mentre il Pulce ha potuto viversi negli ambienti lungamente fantasticati. All'interno abbiamo potuto visitare anche un piccolo Museo Archeologico (con il plastico della Rocca ed anche grandi proiettili in pietra per catapulta!).


C'era anche una bella mostra sui 150 anni dell'Unità d'Italia, e il Museo Bellico (con gran gioia del guerrafondaio di casa, che si è scatenato con le fotografie).


Poi abbiamo fatto un parco picnic nel parchetto dietro la Rocca, pulito, rasato da andarci scalzi,


 in piena fioritura,


vicino a bellissimi mulini ad acqua (ce ne sono diversi, alcuni visitabili anche all'interno),

e abbiamo raccolto luertis in un prato poco distante (all'ingresso del Parco Adda Sud) trovato a caso mentre girovagavo disperata nel tentativo di addormentare il Ciccetto Curioso.

Al pomeriggio sono arrivati molti turisti.
Noi, Ciccetto in spalla, abbiamo visitato giustappunto i sotterranei, con il Pulce catturato dalla leggenda del Drago Tarànto, che viveva nelle infide acque dell'antico Lago Gerundo....

Che pare non sia altro che quello dell'Eni:

Ma anche il drago dei Visconti e di Alfa Romeo (ma dài!).




La visita si è conclusa, guardacaso, alla piccola Sala di Vita Medievale, dove il Pulce ha provato a scrivere con inchiostro e penna d'oca


ed ha curiosato tra le cibarie, armature e i giochi medievali.

Alla fine eravamo stanchi, ma non abbastanza per non tornare alla Rocca, mangiare un gelato e fare un po' di sana lotta corpo a corpo sul prato.

Alla Casa degli Stampatori ci andremo un'altra volta, tanto il biglietto è sempre valido!!

...


P.S.: Valentina di Paroledilatte ha visitato Soncino durante la manifestazione natalizia "Il Villaggio Incantato". Trovate qui il suo post sul tema.

mercoledì 27 aprile 2011

Les raboteurs de parquets (1875), di Gustave Caillebotte

Raccolgo l'invito di Palmy e propongo anche io un dipinto per Share One Day: a painting.
Mi piace molto la storia dell'arte e la pittura.. pensavo di non sapere che scegliere tra preraffaelliti, Malevic e vattelapesca, ed invece è lui il mio dipinto condiviso: Les raboteurs de parquets (1875) di Gustave Caillebotte.


Lo conoscevo e lo amavo per le riproduzioni sui libri, poi l'ho visto dal vivo nella nostra vacanza più romantica, a febbraio in campeggio a Parigi, e la luce che sprigiona mi ha stregata.

La casa veneta, quella che pensavo sarebbe stata la nostra  per sempre, non poteva che avere i pavimenti con le lunghe tavole di larice giallo-rosa, ben tarlato, ed era del tutto imperfetta, ma era fatta di pietra ed era abitata da una vite secolare, sotto la quale mi immaginavo scorrazzare i bambini che avrei avuto.

Mi piace come il legno sul pavimento, lineare, sappia raccogliere la luce dalle finestre, scaldarla e rifletterla, vibrante, tutt'attorno.

Ancora in 10 minuti: polpette vegetariane di quinoa e fagioli cannellini


Ancora polpette? Si!

Stima mi ha ricordato la quinoa, sono riuscita a far scorta dal biologico e, presa dalla foga, una sera ne ho bollita veramente troppa.
A me piace tanto anche così, al naturale, ma visto che le polpettine vegetariane di miglio e legumi erano venute bene, ho cercato di inventarmi un piatto unico (e appetitoso) anche con la quinoa, tanto per cambiare un po'.
L'accoppiata di sapori e consistenze coi fagioli cannellini è risultata azzeccata, pertanto me l'appunto qui:

Ingredienti

quinoa 250 g
fagioli cannellini bolliti: un barattolo
2 uova
prezzemolo tritato 1 cucchiaio o più (ci sta benissimo!)
pan grattato 80 g oppure 2 pacchetti di crackers
mezzo spicchio d'aglio
sale
olio

Si deve bollire la quinoa (senza ammollo) in un volume d'acqua bollente pari al doppio del suo volume per 20 minuti e poi farla riposare 5 minuti. Si aggiungono uova, un bel po' di prezzemolo, pan grattato (o crackers sbriciolati), i fagioli cannellini della scatoletta, sciacquati e schiacciati con la forchetta, pochissimo aglio schiacciato, un pizzico di sale e le uova. Si mescola il tutto e si creano delle polpette appiattite. Si fa scaldare poco olio in una padella antiaderente e vi si cuociono le polpette finché sono leggermente croccanti fuori e morbidissime dentro.

Anche queste sono solo delle semplicissime polpette, praticamente uguali a quelle di miglio e legumi come procedura, ma molto differenti come sapore.
Ne sono venute tantissime ma non mi sarei mai stancata di mangiarle, tanto erano leggere e delicate.. anche come antipasto, intanto che mettevo insieme il resto della cena  ;-)
Ancora grazie alla mia Stima.

Sfumature


La nonna ha tirato fuori dal suo archivio personale, a beneficio della curiosità del Pulce, la vecchia collezione di sassetti del mare dello zio mio fratello. O forse anche mia, perché qualcuno di quei "sassetti" me lo ricordavo bene.

Era una cassettina per caratteri da stampa del nonno, piena di pietriti sassali (come direbbe in modo molto appropriato lo zio Bruno) opache, grigiastre, tutte impolverate e senza fascino alcuno.
Ma io il fascino dei cristalli preziosi, nascosto nei vetri opachi levigati dal mare e sotto la polvere del tempo, me lo ricordavo bene.
Abbiamo immerso i sassetti in un bicchiere d'acqua trasparente, ed ecco riacquistato tutto il loro splendore di tesoro da bagnasciuga.


Tenendoli ben bagnati abbiamo cominciato a giocarci sotto il sole brillante, che esaltava lucentezze e trasparenze. Io ho fatto un cerchio con i materiali opachi, il Pulce un serpentone mettendo in gradazione i vetri colorati, giocando con le sfumature come alla sua scuola montessoriana.


La foto artistica che si vede all'inizio in realtà è stata fatta per ultima.
Volevo stupirvi con un effetto speciale ;-)

martedì 26 aprile 2011

Riciclare i fiori finti: la ghirlanda fuori porta di primavera


Mia mamma è una riciclona. A me non sarebbe mai venuto in mente, invece lei il giorno dei morti si è fatta regalare dalle sue sorelle i mazzi di fiori finti appena sostituiti al cimitero, ne ha separato i componenti, li ha lavati ed ha riempito di petali multicolore una enorme ciotola trasparente. Poi l'ha posata sul tavolo della casina del Campo dove è rimasta tutto l'inverno.

Ora: a me i fiori finti hanno sempre fatto una gran tristezza, sarà che quelli veri mi mettono una tale gioia!
Comunque mi fanno pena, soprattutto quelli pacchiani, di plasticaccia orrenda, tutti scoloriti e sfilacciati.
Eppure sono qui a parlare di come li abbiamo usati..
Beh, intanto c'è da dire che una volta divise le corolle dal resto, il materiale di partenza è risultato meno abominevole e poi avevo due necessità impellenti PIU' una sfida da vincere:

1 - Pur essendo qui a scrivere spesso di lavoretti e decorazioni casa mia è piuttosto spartana da questo punto di vista. Però da quando lo scorso anno abbiamo attaccato con il nastro adesivo il fiocco di nascita del Ciccetto (che ora potrei chiamare Pato/Patato o meglio ancora Nanotiranno Protopiumato) sul portoncino nuovo di pacca non c'è stato verso di tirare via la collaccia dal portoncino senza rovinare definitivamente il medesimo, quindi un fuori porta mi serve sempre per coprire lo schifo e quello che faceva bella mostra di sè era ormai definitivamente superato dalle stagioni.

2 - Il Pulce è a casa dalla scuola materna per un bel po' di giorni (e pure io sono in ferie).. qualche lavoretto ci sta alla grande quando i nonni badano il nostro dolce Nanotiranno!

3 - Dopo un intero inverno sul tavolo principale era evidente che mia mamma non aveva ancora bene idea di come sfruttare il materiale da lei egregiamente riciclato. E neanche io. La sfida è stata trovare giustappunto un senso a delle corolle colorate appartenute a fioracci già malandati in partenza!

Prima cosa ci siamo messi a lavorare all'ombra su un bel tavolo tondo, ispirati dai fiori veri che olezzavano tutt'intorno.

 Poi abbiamo lavorato a catena di montaggio: il Pulce sovrapponeva corolle colorate ed io le appiccicavo con la colla superforte (ed appiccicavo me medesima).



Poi si è aggiunta anche la nonna, e poi l'amica del Pulce ed infine anche sua mamma, la mia amica.

Insomma io incollavo incollavo e loro ci davano dentro con gli abbinamenti di colore, dai più bizzarri ai più armonici, a volte con i sepali davanti ai petali, ma vabbé, non sottilizziamo.


Al centro incollavo delle belle paillettes per coprire il buchetto e per dare un tocco di luce.



Alla fine ci siamo trovati un bel prato kitschissimo e colorato, ed abbiamo usato i fiori per comporre tre ghirlande: due a forma di goccia ed una di un ovale schiacciato - la mia, per coprire il segno sulla porta, ovviamente :-(  


Per fare la base delle ghirlande ho tagliato dei rametti di salice e li ho legati con della rafia color paglia che c'era in giro.


Poi ho appiccicato sempre con la colla i fiori secondo le disposizioni dettate dalla nonna e dalla mia amica, ed infine ho usato i fiori per saturare lo spazio del mio ovale.



Si, veramente kitsch, per essere appeso sulla porta di casa di due adulti che non amano il genere.
Però è colorato, allegro, primaverile, parla di un bel pomeriggio di lavoretti con gli amici e soprattutto piace ai due bambini di casa.


Ok. Benvenuti. Vada per la ghirlanda di fiori finti.

P.S.: Ecco la ghirlanda della mia amica, il nostro buon augurio per la nuova casa!




venerdì 22 aprile 2011

Si può fare. Di uova pasquali, pennarelli indelebili e marmocchi

Si può mettersi lì a star dietro a un bambino di cinque anni alle prese con uova svuotate, acrilici e pennelli mentre ti devi pure occupare di uno di un anno che sta quieto solo quando si sta ciucciando la palettina insabbiata nella sabbiera (o peggio)?
Secondo me no.

Pertanto ho deciso che per i lavoretti pasquali quest'anno viviamo di rendita o quasi.
Le uova si, le ho svuotate bucandole grossolanamente con un chiodone da legno e le ho lavate con un po' di alcool. E' da qualche giorno che la frittata ai loertis è il nostro piatto base.
Ma per la decorazione ho semplicemente tirato fuori gli UNI-Posca e gli altri pennarelli indelebili, che il Pulce ormai usa con sicurezza, e l'ho lasciato fare, la mattina, alla bella luce dell'alto portico (mentre io cercavo di sottrarre la palettina e le altre cose troppo insabbiate al Ciccetto).


Ne sono uscite uova un po' natalizie, con un po' troppe stelle comete e particolari argentati, ma va bene così. Il porta uova è il lavoretto della scuola materna (non potevamo mica lasciarlo deserto!!!). L'uovo con i fiori è il mio.



Però, con l'aiuto dei nonni, si può fare di prendersi un minuto e fotografare le margherite dal basso, sdraiata nel Campo.



E anche preparare al volo una torta per il nostro vecchio Ciccetto, lasciando la decorazione a chi se ne intende.

Seeds of Love



Dedicato alle Nate per Delinquere, come buon augurio per la riuscita del loro "Girotondo dei Semi"!

sabato 16 aprile 2011

"Carnevale degli Animali" da stampare e colorare

Chi vuole condividere con noi il percorso alla scoperta de "Il Carnevale degli Animali" di Camille Saint-Saens potrebbe trovare utile scaricare questo file in pdf da Scribd:




Spero che quelli della Scala non si offendano: non ho trovato nessuna colouring page a tema in rete e allora ho "dato una passata" al loro stupendo pieghevole con GIMP 2 creando un disegno in bianco e nero da stampare (eventualmente ingrandire) e colorare.
Al Pulce piace perché è un po' una sfida: è come una specie di puzzle di animali e scegliere il colore giusto per ogni spazio non è poi così scontato!

Stiamo proseguendo la lettura del libro di Carminati ed Angaramo sul tema. Confermo che merita, sono delle bellissime, lievi filastrocche, una per ogni brano musicale, una per ogni animale.

Ovviamente manca "il lama", perché nel brano di Saint-Saens non c'è.
La filastrocca sul lama mi sa che dovremo pubblicarla noi! ;-)

giovedì 14 aprile 2011

Cambiare i paradigmi educativi

Non avevo mai sentito parlare di unschooling, quando ho scritto il post di ieri. Figuriamoci.

Poi la sempre preziosa Palmy di Mens Sana, il mio Virgilio nel viaggio attraverso le dimensioni dell'educazione dei miei figli, me l'ha fatto conoscere, ma soprattutto ha in poche righe dato un nome a quello che sento:

Nessuno ti può costringere a imparare niente se tu non vuoi: allora perché non eliminare la costrizione e ridare a chi deve imparare la libertà di scelta? Come? Partendo dalle proprie passioni. Ti piacciono i cavalli? Comincia da qui. Come noi adulti abbiamo imparato le cose di cui siamo appassionati? Chiediamoci questo e traiamone le conseguenze. Se ho una passione è facile e divertente per me reperire tutto ciò che mi serve per coltivarla: libri, illustrazioni, modellini, filmati, links... e mettermi a lavoro. Perché questo non può diventare l'abituale modo di imparare? Da ciò che ci appassiona si giunge a tutto: il cavallo nella preistoria, il cavallo nella geografia, nella biologia, nella zoologia, nell'economia... Trovare e intessere connessioni è il secondo assioma del percorso di de-schooling e un-schooling. Non solo è permesso, ma è auspicabile che un bambino impari perseguendo le sue passioni. Il bambino impara perchè imparare è il modo che la specie umana ha di crescere e sopravvivere. Imparare accade in ogni luogo e in ogni momento, non solo in classe!


Però mio fratello (sempre lui!) mi aveva già fatto vedere il discorso (animato!) di Ken Robinson intitolato "Changing education paradigms", che mi ha turbata non poco. (Viva TED e viva i fratelli!)
In italiano si trova qui.



Cosa ne pensate?

Integrazione ludica

Che parolone.
Eppure è quello che mi è venuto in mente per descrivere ciò che si può fare a casa con i bambini che già stanno seguendo un percorso didattico formale a scuola.
Ringrazio Caffenero per fare e farsi sempre tante domande, che mi portano a pensare, a definire, a (provare a) capire.

Ma integrazione non nel senso di aggiungere cose a ciò che già i bambini imparano. Integrazione nel senso di creare collegamenti, legami, piccoli percorsi multidisciplinari e, possibilmente, multisensoriali e "per gioco".

Ad esempio sta capitando in questi giorni a casa mia.
Si è rotta (il Ciccetto l'ha rotta) la boccia di vetro con la neve che gli aveva regalato la nonna, quella di Roma. Lo zio sta a Roma, ce la potrebbe ricomprare, ma proprio una con il Colosseo che c'era anche nell'altra ed era bello. Dai nonni lontani abbiamo guardato una guida della città di Roma, con le foto di Piazza Navona e del Colosseo ed abbiamo parlato delle battaglie navali e dei combattimenti con gli animali esotici che di facevano in questi edifici. A casa guardiamo su "I segreti dell'antica Roma" (Usborne, con le finestrelle) che abbiamo pescato in biblioteca come vivevano i romani, che essendo molto militarizzati hanno già di per sé un bel fascino sul Pulce. In macchina non so cosa rispondere alla domanda solita di raccontare una storia vera e mi viene in mente di spiegargli della parola mensa, che per noi è dove si mangia ma era anche il piatto di pane che i romani usavano e poi poteva pure essere mangiato, come la pizza.

Poi un giorno il Pulce si mette a trafficare nella sabbiera tutto concentrato. Alla fine mi chiama e mi mostra la sua opera: un anello di sabbia che era "il Colosseo, ma senza finestre"!


(E c'è ancora un piccolo percorso che si sta ora dipanando, e stiamo tracciando con leggerezza attraverso il cibo sulla nostra tavola (amaranto e quinoa), gli amici (la nostra Eliza e la sua bambina), la storia (di Atahuallpa e la conquista del Perù), i disegni Inca e le foto delle piramidi "a scale".

Chissà dove ci porterà?)

martedì 12 aprile 2011

Le Quattro Stagioni & La Caccia all'Uovo

Il fatidico momento è giunto: il Pulce mi ha chiesto di comprargli le scarpe con le lucine. Anzi le vorrebbe comprare pure al Ciccetto. Sigh.
Per fortuna non ho ancora visto in giro sandaletti con le lucine..
...perché ora è ormai tempo di sandali!

Non so lì, ma qui la primavera è già quasi passata: sfioriti i tulipani, i giacinti, i narcisi. Le roselline gialle sulla colonna del portico sono al loro pieno splendore. E dato che a casa nostra, anzi al Campo, è d'obbligo celebrare il tripudio di colori e l'aria tiepida con una bella festina per bambini, non abbiamo atteso Pasqua e Pasquetta. La nostra Caccia all'Uovo l'abbiamo già bell'e fatta.


La mamma di Nat ha lasciato cadere tra l'erba, ai piedi dei cespugli, le uova di plexiglass (dell'anno scorso, ancora in condizioni perfette) e cinque bambini in canottiera, già stanchi per aver quasi interamente travasato l'acqua della vasca dei pesci nella sabbiera, si sono cimentati a riempire più possibile i loro cestini. Qualche uovo è risultato disperso ma conto che verrà ritrovato al prossimo taglio del prato..

A proposito di primavera e di stagioni. In biblioteca abbiamo trovato "Le quattro stagioni" di Chiara Carminati e ci siamo ascoltati Vivaldi, ma la trama, le piccole storie di Piccolo Vento, per ora non ha ancora preso il Pulce.


Invece, è appena arrivato a casa nostra il libro de "Il carnevale degli animali" ed il Pulce è già conquistato. Un po' perché alla fine il film d'animazione gli piace molto e gli piace riconoscere i brani ad orecchio,


e un po' perché vi abbiamo ritrovato Roberta Angaramo, illustratrice anche de "I Musicanti di Brema", un libro che abbiamo da tempo e amiamo molto (per non dire che lo conosciamo a memoria).


Ma questo libro è un filo rosso. Parlare di questo libro ci porterebbe troppo lontano.

...

Ci porterebbe all'Istituto Barlumen, al loro disco "Felici e Cantanti" che ora ci accompagna in auto in tutti i nostri viaggi..

A Cappa e Drago e ai tempi fantastici di Leon Country (e del suo radiodramma)..


Al dolce Pacifico, che -solo- sapeva addormentare il nostro Pulce neonato.

sabato 9 aprile 2011

Ancora in 10 minuti: Tofu e zucchine "della bandiera"

Conosco uno che vorrebbe diventare vegetariano ma ci sono dei problemi:
1- gli è sempre piaciuta molto la carne
2- non ama particolarmente le verdure, anzi
3- non può mangiare i formaggi (grana a parte)

A costui dedico questa ricetta col tofu, che non si sa mai.



ZUCCHINE E TOFU DELLA BANDIERA

Ingredienti:
- 2 zucchine piccole
- mezza cipolla rossa (se no che bandiera è?)
- salsa di soia (o dado da cucina, ma non è indispensabile)
- olio
- un panetto di tofu
- gomasio (o sale)


Lavare le zucchine, tagliare le punte e grattarle con la grattugia a buchi rotondi e grossi in modo da farne striscioline corte.

Tritare la cipolla e farla rosolare in padella nell'olio ben caldo e un pizzico di sale (si sa, è la base perché venga saporito!). Tagliare il tofu a pezzettini e schiacciarlo con la forchetta in modo da sbriciolarlo. Aggiungere al soffritto il tofu sbriciolato e le zucchine grattate, farle cuocere a fuoco vivace ed insaporirle con un po' di salsa di soia e sale (o, meglio, gomasio = sale e sesamo tostato).
Fare cuocere a fuoco più moderato finché le zucchine siano appassite, ma non totalmente cotte: attenzione perché cuociono molto velocemente tagliate così!

Vanno bene come condimento della pasta, con un bel po' di grana, oppure con qualsiasi cereale. Ad esempio col riso basmati ma soprattutto con il buonissimo bulgur.
Se si mette su l'acqua per bollire pasta o cereali (quelli citati son pronti in 10 minuti) si ha giusto il tempo di preparare le zucchine col tofu con cui completare il piatto.


Se il tufu si lascia a pezzettini e non sbriciolato, si può usare la stessa ricetta come secondo piatto, assai delicato.
Io il tofu l'ho sempre preparato così, anche se di ricette ce ne sarebbero tantissime.
Il nome della ricetta mi è saltato in mente l'ultima volta che l'ho fatto, perché mi sono trovata nel piatto i tre ingredienti principali ed erano come il bandierone che, quest'anno, sventola fuori dalla finestra del Pulce.

A proposito del Pulce.. a lui tendenzialmente il tofu piace crudo, freddo, a pezzetti. Io chiudo gli occhi e glielo do (tanto sennò me lo rubacchia dal tagliere mentre lo preparo..).
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