mercoledì 29 febbraio 2012

Di fiori, musica e leggerezze

Una domenica di sole. Picnic e caccia ai bucaneve fioriti nel Parco di Monza.


Così leggeri che quasi il vento ci porta via. E anche la musica.

Il bambino è la forma più perfetta di essere umano (V. Nabokov)

(Grazie, !)

lunedì 27 febbraio 2012

Cielo ombroso (T-shirt retro-post)





Adolescenza è: disegnarsi, per andare a correre, una maglietta (innocente) con i fiori del male.

Ciel brouillé 
On dirait ton regard d'une vapeur couvert;
Ton oeil mystérieux (est-il bleu, gris ou vert?)
Alternativement tendre, rêveur, cruel,
Réfléchit l'indolence et la pâleur du ciel.
Tu rappelles ces jours blancs, tièdes et voilés,
Qui font se fondre en pleurs les coeurs ensorcelés
Quand, agités d'un mal inconnu qui les tord,
Les nerfs trop éveillés raillent l'esprit qui dort.
Tu ressembles parfois à ces beaux horizons
Qu'allument les soleils des brumeuses saisons...
Comme tu resplendis, paysage mouillé
Qu'enflamment les rayons tombant d'un ciel brouillé!
Ô femme dangereuse, ô séduisants climats!
Adorerai-je aussi ta neige et vos frimas,
Et saurai-je tirer de l'implacable hiver
Des plaisirs plus aigus que la glace e le fer?
Charles Baudelaire, Les fleurs du mal (1857)



Cielo ombroso

Mi par gli occhi t'adombri una vaga caligine:
gli occhi tuoi misteriosi (azzurri,verdi,grigi?),
teneri a volte, a volte estatici o crudeli
specchiano l'indolenza e il pallore dei cieli. 
Tu ricordi quei bianchi, tiepidi, annuvolati
giorni che in pianto sciolgono i cuori ammaliati,
quando i vigili nervi, che torce un male informe
insorgono a schernire lo spirito che dorme. 
Talora in te i belli orizzonti ravviso,
che illumina fra le nebbie un sole all'improvviso...
Come t'accendi e brilli, umido paesaggio,
su cui da un cielo ombroso cade rapido un raggio! 
O perigliosa donna, o climi seducenti!
potrò la tua neve amare, o i vostri venti?
cavare saprò mai dal feroce gennaio
piaceri più pungenti del ghiaccio e dell'acciaio?
Charles Baudelaire, Les fleurs du mal (1857) 
[non mi ricordo il traduttore..]

martedì 21 febbraio 2012

Il Gioco delle Sillabe Minuscole

Prima di scoprire che in realtà il Pulce sa leggere lo stampatello minuscolo alla stessa velocità del maiuscolo solo che non lo diceva per paura che non gli leggessimo più i libri...


Io e mio marito avevamo pensato ad un gioco da fare insieme per allenare il nostro piccolo lettore all'alfabeto minuscolo e alla divisione in sillabe con poca fatica e tanto divertimento, ed è venuto fuori il Gioco delle Sillabe Minuscole.

Non è niente di eccezionale: ho preso ispirazione dallo stupendo Parolandia, ma senza necessità di particolari abilità. E' stato molto apprezzato dal destinatario, per cui lo descrivo qui sotto. (Non so se l'operazione è del tutto precisa dal punto di vista grammaticale.. le critiche saranno ben accette!)

Si possono stampare da Scribd le tre schede da ritagliare (links sui titoli delle schede).
Consiglio di stampare su cartoncino in modo da poter maneggiare con più facilità le tesserine, oppure incollare la stampa su un supporto un po' più consistente del semplice foglio volante.

 1-  la scheda con le PAROLE MAIUSCOLE
E' divisa in tre colonne: soggetto - verbo - oggetto

Gioco delle Sillabe Minuscole (PAROLE MAIUSCOLE)

Noi abbiamo colorato con un pastello a cera diverso ogni colonna, davanti e dietro, e poi abbiamo rivestito con il nastro adesivo grande la parte scritta, in modo da rendere più solide le tesserine, che vanno tagliate singolarmente.



2- la scheda con le SILLABE MINUSCOLE
Contiene le stesse parole della prima scheda, ma in stampatello maiuscolo.
Noi abbiamo colorato il cartoncino stampato con un pastello a cera ancora diverso, rivestito con il nastro adesivo trasparente e ritagliato ogni sillaba.


3- la scheda con le PAROLE MINUSCOLE (di completamento)
Contiene il completamento delle frasi, in stampatello minuscolo.
Da stampare e colorare come le tesserine delle sillabe, rivestire con il nastro adesivo trasparente e ritagliare.

COME SI GIOCA:

Sul tavolo (o sul pavimento..) si mettono le tesserine delle parole minuscole di completamento e delle parole maiuscole, coperte. (Il fatto di aver colorato anche il retro serve per distinguere le diverse parti della frase).
Ci si procura un dado.
Si mettono le sillabe minuscole in un sacchetto.
Si usa la parte rimanente della scheda delle parole di completamento per ritagliare le righe su cui disporre le parole.



- Ogni giocatore pesca un soggetto, un verbo e un oggetto e li mette, scoperti, sulla riga superiore davanti a sé.
- Poi si sceglie un ordine e a turno si tira il dado e si pescano tante sillabe minuscole dal sacchetto quanti sono i punti del dado (senza guardare!!!).
- Si dispongono davanti a sé le sillabe scoperte e si cerca di riscrivere la frase in stampatello maiuscolo con le sillabe minuscole. Si conservano le sillabe avanzate scoperte davanti a sé.


- Se un giocatore pesca una sillaba che serve ad un altro giocatore, e quest'ultimo a sua volta ne possiede una che serve al primo giocatore, si può (o meglio, si deve) effettuare lo scambio.

Vince chi riesce per primo a finire la propria frase minuscola. Chi vince ha il diritto di pescare una tessera tra le parole minuscole di completamento (che dovrebbe rendere ancora più divertente il risultato) e leggere ad alta voce la propria frase.

E' un po' come il gioco dell'oca: non è un gioco di abilità ma solo di fortuna: la fortuna di pescare le parole maiuscole più corte, la fortuna di fare più punti col dado e di pescare le sillabe giuste.
Di sicuro alla fine del gioco per forza si sono lette un sacco di sillabe e paroline, ma se il gioco non risulta divertente di certo non verrà la voglia di ripeterlo!
Ciò che rende divertente per il mio bambino queste frasi è la loro assurdità e il fatto di avere inserito personaggi o gesti che ci ricordano sciocchezze di cui si ride spesso in famiglia. Forse la cosa migliore sarebbe comporre delle frasi ad hoc per il proprio bambino..

Noi abbiamo provato in due e in tre. Con più giocatori è più divertente!
I nostri prossimi ospiti sono avvisati... ;-)

mercoledì 15 febbraio 2012

Il gioco delle pulci

Due sassi, riflessi, e si torna lassù.


Nella Valle di Susa, tra mille marroni e pagliuzze d'oro, c'è una casetta.
Dalla casetta si vede un castello.


Sotto, una buia cantina che custodisce ricordi del tempo che fu:
i preziosi attrezzi del bisnonno,


qualche cuneo tarlato,




vecchie statuine del presepe, 


birilli di legno a forma d'animale,



il gioco delle pulci (o quello che ne rimane).



Non ricordandomi le regole del gioco, noi ci abbiamo giocato a caso:
1) una sfida di precisione, tentando a turno di fare centro nel cerchio
2) una sfida di velocità, a chi faceva percorrere per primo a tutte le sue pulci un determinato tragitto sul pavimento (la sfida preferita dal Pulce).


A casa, è stato consolante scoprire che non esistono vere e proprie regole di questo gioco: la prossima volta giochiamo a mangia-pulce, però.

venerdì 10 febbraio 2012

Marionetta fuori porta di carnevale in pasta sintetica per modellare (DAS)


Millenni fa nelle zone dove abitiamo c'era un grande lago-mare, dove pare vivesse un cattivissimo drago le cui enormi costole sono tutt'ora conservate in numerose chiese della zona. 
Cosa c'entra con la marionetta fuoriporta di carnevale? Poco niente, solo per dire che l'impressionante tasso di umidità di questi luoghi post-paludosi non mi consente di appendere una semplice marionetta di carta come fuori porta di stagione. Sarebbe stato troppo semplice!

Ma di certo non possiamo continuare a tenere quello che abbiamo ora, pieno di palline dorate e cristalli, anche se il paesaggio innevato fa ancora molto natale.


La marionetta di carta ce la stampiamo dal PC e la usiamo solo come modello, per spiegare al Pulce come verrà il lavoro finito (e anche per giocare un po' col piccolo). 


Invece stendiamo col mattarello un po' di pasta sintetica per modellare (DAS), che io non uso da quando ero piccola e il Pulce non ha mai maneggiato, e ricaviamo strati sottili ed omogenei su cui incidere i disegni delle marionette.


Nella pasta avanzata col mattarello cilindrico ritagliamo anche dei cerchietti per fare i coriandoli, da usare come ulteriore decorazione per il fuoriporta.
Il lavoro è piuttosto delicato, perché il Pulce non è abituato a questo materiale e s'innervosisce un po' vedendo che il risultato, soprattutto per i disegni piccoli, non lo soddisfa: le linee vengono irregolari e "sporche" di residui di materiale, non riesce a trovare lo strumento adatto per incidere.


Alla fine gli do qualche consiglio, troviamo l'attrezzo, ci prende la mano e disegna due marionette, che sono ancora in lavorazione. Io invece butto giù la marionetta qui sotto (un po' a occhio).


Incidendo un po' più a fondo sui contorni ritagliamo dallo strato di pasta le singole forme e le mettiamo ad asciugare sulla maiolica della stufa: il giorno dopo sono pronte per essere colorate. Ma prima è meglio fare una prova di montaggio!


Il progetto prevede che la mia marionetta, in cui ho previsto dei piccoli fori, venga assemblata come quelle classiche di cartone con dei fermacampioni che ho comprato millenni fa (si, circa all'epoca del lago di cui sopra).


Verifico che lo strato sia abbastanza sottile, e fin qui ci siamo. Ma ovviamente quando il DAS si è asciugato mi sono accorta che i fori non erano precisi, per cui li ho rifiniti con una vite autofilettante. 

il retro della marionetta, montato

Le marionette del Pulce sono ancora da colorare, non so bene se sia il caso di proporgli di usare la tecnica che ho usato io perché col pennello sottile e gli acrilici secondo me ci vuole un po' di manualità per riuscire a rispettare gli spazi già segnati dai solchi nel DAS.
Io ho colorato una sera, da sola, al tavolo della cucina, con calma. E' stato rilassante, piacevole il risultato finale in cui i colori si esaltano vicendevolmente valorizzati dalla linea scavata nel materiale, lasciata neutra.
La sera dopo ho completato il lavoro con una vernice spray all'acqua, che protegge il materiale e dà un'effetto lucido e finito
Quando è stata asciutta ho montato la marionetta.


Quando il Cic si è svegliato dal riposino l'ha scappellata, per cui dalla produzione è finita diretta in riparazione.

A questo punto, per il fuori porta dovrò contare sulle marionette del Pulce, e sulla sua ispirazione!

martedì 7 febbraio 2012

Colors and songs. Canzoni pop e colori in inglese

Il Pulce quando deve colorare i quaderni di scuola si annoia tantissimo, e quindi il lavoro viene brutto.
Il trucco che ho escogitato è semplice ma efficace: mettiamo su un audiolibro, e il lavoro viene perfetto e senza fatica.



Del "Trattamento Ridarelli", giuro, ne ho fin sopra i capelli, ma ora che ci sono anche "Gli Sporcelli" (e un sognante "Il Mago di Oz" (letto da Alba Rohrwacher, scaricabile da qui!) abbiamo trovato un buon compromesso.

Però un po' di musica, ogni tanto...

Ieri il Pulce, tornando da scuola, mi ha chiesto di ricordargli come si dice "viola" in inglese.
Purple! E mi sono messa a canticchiare la celebre canzone di Prince.
Il resto della ricerca è venuta da sé, e grazie ai suggerimenti di qualche amica: ripassiamo i colori in inglese e intanto mettiamo le basi per una cultura musicale classica-pop ad ampio spettro! ;-)
Folk, reggae, hard rock, rock&roll.. dai Beatles ai Rolling Stones: un gran minestrone, insomma!!

(Non tutte mi piacciono, comunque. E forse sul dolce zucchero "marrone" dei Rolling Stones, e sul "rosa" spinto degli Aerosmith sarebbe meglio sorvolare, quantomeno per ora...)



BIANCO e (o) NERO - "Black or White" di Michael Jackson


E' risultato il video preferito del Pulce ma.. forse è meglio accogliere anche i suggerimenti di Kemate:   "Back in Black" degli Ac/dc, "Black" dei Pearl Jam, "Black hole sun" dei Soundgarden.




MARRONE - "Brown Sugar" dei Rolling Stones


ORO e ARGENTO - "Silver and Gold" degli U2


GRIGIO... grigio... suggerimenti per il grigio?!?

Stima Di Danno propone "Gray Cat On The Tennessee Farm" dei Canote Brothers.
Perché no?!


Per il GREY si candidano anche "Fade to grey" dei Visage (grazie Kemate!) e (dimeticavo!) la mia preferita degli amici Sarah Shuster: "The photographer


immagine presa da qui




Kemate mi ricorda anche l'ARANCIONE: "Orange Crush" dei REM mi pare perfetta!


Piccolo ritratto

Mi si fa notare che il mio bambino più piccolo non compare molto nei miei scritti. Sacrosanta ragione.

E' che il Cic, di solito, è quello che mentre facciamo i lavoretti si infila in bagno e si mette a benedire la casa con lo scopino del water. Oppure butta nella tazza il rotolo di carta igienica. O usa la scopa come un piccone. O prende manciate di terra dai vasi e ne cosparge abbondantemente il pavimento della sala.
Comportamento sperimentativo, lo si può chiamare. Se proprio si vuole essere buoni.

E' che il Cic sta tutta la mattina con i nonni, che sono persone molto stimolanti. Gli hanno già insegnato i colori e i numeri, che riconosce benissimo. E gli parlano moltissimo; infatti lui comincia a coniugare al plurale e ha una perfetta interpretazione della gestualità e della ironia, e conosce un sacco di paroline facili e difficili (le sue preferite).
Per cui quando si sveglia dal riposino io di solito lo lascio tranquillo, al massimo gli propongo qualche appassionante travaso di legumi, che però non è mai bello come con l'acqua del bidet..

Lui è uno che la mattina prende le sue scarpe più comode, te le porta e ti intima: "Uscire!!". Gli piacciono le altre persone, gli animali che incontra, le ruspette, gli schiacciasassi, gli spazzastrade, gli spazzaneve, le ambulanze, i camion dei pompieri, i ribaltabili, le autobetoniere, le autobisarche e compagnia bella.  Gli piace la borsa degli attrezzi del papà e la deve esplorare quotidianamente più di una volta al giorno se non non è contento.

Pensavo: non gli interesseranno i colori a dita.. E invece si.


E anche questa cosa di conoscere i colori lo fa tutto gongolare.
Mentre preparavamo un lavoretto di carnevale col Pulce (tanto per aggiornare il nostro fuoriporta che ancora brilla di cristalli natalizi) io e il Cic ci siamo messi a colorare insieme una bella marionetta (anzi, due).


Io gli dicevo i colori e lui pescava il pennarello giusto dal cassetto. Che soddisfazione!


Ah, dimenticavo. Il Cic è un po' un fruttariano.
Se trovate una pera in bilico sul bordo del tavolo, mezza rosicchiata tutt'intorno, è stato lui che l'ha rubata dal cestino della frutta e poi l'ha mollata lì, soddisfatto.


giovedì 2 febbraio 2012

La filastrocca (del Pulce) da disegnare: il palloncino

Qui ci prendiamo piuttosto sul serio, sapete.
Se c'è una sfida lanciata, se c'è una filastrocca da inventare, non ci si tira indietro.


Con un cerchio e un triangolino
ecco un palloncino.
E disegni una righetta
attaccata al palloncino,
la filastrocca è finita
ma lo buca la cocorita.
                                  il Pulce, novembre 2011

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- Mamma, secondo te qual'è il tipo di animale che preferisco? 
- Gli uccelli.
- ...............Vero!
- (Un po' ti conosco, caro mio)


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