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mercoledì 22 ottobre 2014

Buffa storia di un gioco con la plastilina

Questa è l'edificante storia di una famiglia che si ostinava a tenere con sé inconsueti animali da compagnia.

Era una ventosa mattina d'autunno, e la famiglia Bamboletti aveva deciso di fare un bel picnic davanti a casa.I bambini avevano mangiato in fretta, e si erano subito messi a giocare con la palla.

Il loro pappagallino domestico si era posato placidamente su un ramo. Non si era accorto, che accanto a lui, stava accadendo qualcosa di strano.


Di molto, molto strano! Un dinosauro? Ah, niente di grave, era solo il dinosauro di casa...


 Mamma e papà, intanto, erano alle prese con due scoiattoli dispettosi


che si erano avvicinati furtivamente alla coperta con le vivande. Attenzione alla crostata!


Ma.. 
-"Hey! Perfino il gelato?! Non si può proprio stare a godersi un minuto in giardino in santa pace!"
- "Ragazzi! Richiamate il vostro dinosauro!!!"


 FINE



Ancora un grazie a Artscuola per le mille ispirazioni: questa volta il suo té con la plastilina ci ha contagiati ed ha allietato un sabato mattina da passare tranquilli, un po' malati.
Ci ha fatto anche ripensare a "Masha e Orso", per via del samovar, il bollitore dell'acqua per il té!

Però, bella scoperta, la plastilina! Niente a che vedere con Didò e Play-doh..
Di certo dobbiamo prendere un po' dimestichezza, siamo ben lontani dall'abilità di Tatiana e le sue bambine.
E di certo non mancheranno altre occasioni, o almeno lo spero!
Modellare con la plastilina piace anche a me.

Da ferma: luoghi felici

Il tempo di nuovo sospeso.
Mi fermo, ma a volo d'uccello ripercorro le mappe dei luoghi che sono stati felici.

Airone guardabuoi, airone cinerino, airone verde, airone rosso e merlo. Sotto, il Cic con la magletta con la ruspa, sulla strada di sassolini come Pollicino. Pennarelli su carta, Cic, 4 anni.
E ancora certo lo sono, felici, nella memoria e nellle immagini il gusto della scoperta, un mondo di altri modi di stare bene insieme.

E disegno, le mappe e i percorsi, quasi mi perdo; tento un elenco: ma dove siamo andati?




Viaggi anche tu in soggettiva?

Ripenso ai luoghi emotivi de "Il Viaggio Emotivo", sito addormentato come la Bella nel Bosco, eppure vivo.







Allora, il Pulce e i suoi pappagalli, ora il Cic e i suoi aironi, i nostri nomi da battaglia, quando siamo in metrò.

E il merlo!

Il merlo di plastilina della casa dei bamboletti!

Mamma merlo che porta il verme al piccolo nel nido sulla casa dei bamboletti. Pulce, plastilina.
Grazie all'ispirazione di Tatiana

Il merlo che vive nella rosa arrampicata sulla colonna del portico, tre nidiate ci ha fatto quest'anno.
Dove sarà andato?

domenica 19 ottobre 2014

BAG TAG. Etichette per zainetto fai da te in gomma crepla. TUTORIAL

Quando sono cominciate le occasioni di uscita in (relativa) autonomia dei miei bambini è cominciato il problema del perdere gli oggetti.

Sarà la testa tra le nuvole? Mio marito sdrammatizza: dice che sono così avanti che hanno già la testa su cloud.
Sarà la confusione che si crea a scuola, in palestra o in gita, quando sono sempre coinvolti gruppi di bambini troppo numerosi?

Le soluzioni sono poche:

- io per prima cosa ho seguito il consiglio delle maestre montessoriane della scuola materna coinvolgendo direttamente i bambini nel vestirsi la mattina e nel preparare gli zainetti in modo che CONOSCANO i loro oggetti.

- poi ho seguito i consigli estremamente pratici delle maestre della scuola primaria personalizzando anche i più piccoli oggetti di scuola per poter essere facilmente riconosciuti dal proprietario sbadato nel cesto - sempre pieno - degli oggetti smarriti (e lasciamo perdere la questione dei piccoli furti e danneggiamenti dei materiali in classe, purtroppo raramente affrontata in modo chiaro e diretto, qui evidenziata anche in una interessante discussione nei commenti).

- infine ho cercato di risolvere la questione di trovare VELOCEMENTE il proprio zainetto tra le mille borse e zainetti ammucchiati in fondo al pullman del CAI o nello spogliatoio della piscina/palestra.

C'è chi lega un bel nastro colorato al manico della sacchetta di tela dell'attrezzatura sportiva... e funziona egregiamente per il colpo d'occhio.

C'è chi punta su una bag tag o una vera e propria luggage tag.. e ce ne sono di bellissime, soprattutto all'estero, sia da cucire (qui una elegante selezione di tutorial) che da comprare (ricerca per immagini "luggage tag kids"=OMG!!! ci sono perfino a forma di mattoncino Lego..).

Mi consolo, non è un problema solo mio.

Io ho dotato gli zainetti dei miei bambini di etichette con il nome ritagliate da fogli colorati di gomma crepla (craft o eva foam sheets).

La prima etichetta per sacca sportiva, realizzata al volo e personalizzata dal proprietario.


Sono molto facili da realizzare, un vero TUTORIAL passo passo non credo sia proprio necessario, ma già che ci sono..

I materiali occorrenti sono:


  • fogli leggeri di gomma crepla di colori chiari e vivaci
  • forbici dalla punta sottile
  • pennarello indelebile di un bel colore visibile e a contrasto con colore di fondo della gomma crepla
  • foglio di carta
  • matita 
  • disegno dell'etichetta disegnato su un foglio di carta 
modello di etichetta per zainetto in gomma crepla


Il procedimento è questo:

- Disegnare su un foglio una freccia piuttosto allungata e larga, sarà la vostra etichetta. OPPURE stampare il modello pdf da qui

Per le dimensioni bisogna regolarsi in base all'uso a cui è destinata l'etichetta: più corta se deve ingombrare poco e non deve contenere molte scritte, più lunga se deve essere più visibile e contenere molte parole.
Il modello in pdf che potete scaricare da Scribd corrisponde a un'etichetta piuttosto grande, a prova di sbadato.
La forma della punta può essere più o meno appuntita. Io nel tempo ho cominciato a preferire punte più smussate ed arrotondate, mi piacciono di più.
Versione dell'etichetta adattata e collaborativa: più corta, punta arrotondata, scritta e personalizzazione del proprietario con Uni Posca colorati

- Ritagliare il modello di etichetta dalla carta, appoggiarlo sul foglio di gomma crepla e scontornarlo col pennarello indelebile

- Ritagliare l'etichetta vera e propria dalla gomma crepla


- Praticare una piccola fessura verso la fine della "freccia" , larga come il "collo" della punta della freccia
Si possono praticare fessure ulteriori più verso la punta della freccia e ritagliare "la coda" di conseguenza in base a quanto vogliamo stringere l'etichetta.
- Scrivere sull'etichetta con il pennarello indelebile il nome del proprietario, numero di telefono o altro.
Si può scrivere un breve nome sulla parte esterna, in grande, oppure si può scrivere più in piccolo i dati nella parte interna dell'etichetta (rispetto a come viene montata sulla borsa o zainetto).
Consiglio di fare questo passaggio dopo provato a montare l'etichetta, in modo da verificare la resa finale e i punti precisi in cui scrivere.
- Chiudere ad anello l'etichetta intorno all'oggetto da identificare.
Si fa passare la punta attraverso la fessura: si piegano leggermente su se stessi  i lati della punta della freccia (in modo da sfruttare l'elasticità della gomma per renderla temporaneamente più sottile ed infilarla nella fessura) per poi allargarli nuovamente dopo aver superato l'ostacolo.

VANTAGGI:

  1. Sistema di etichettatura velocissimo ed economico. Si fa anche all'ultimo minuto se si salta il passaggio su carta e si ritaglia direttamente la forma da un foglio di crepla e si scrive in biro.
  2. L'etichetta è molto visibile
  3. Si può attaccare e staccare facilmente. Può essere sostituita se non ci piace più oppure è cambiato il proprietario dell'oggetto
  4. E' durevole perché elastica, piuttosto resistente e impermeabile

Questo tipo di etichetta si può ulteriormente personalizzare con decorazioni, applicazioni, "punte di freccia" con forme diverse e più complesse. Provate la ricerca per immagini "foam craft paper bookmarks"per 1000 idee.

Inoltre per la semplicità di esecuzione, si può cogliere l'occasione della creazione di un etichetta personalizzata per trasformarla in un vero e proprio "lavoretto" da realizzare con il proprio bambino,
Il divertimento è assicurato e le probabilità di confondere l'oggetto personalizzato con quello di qualcun altro si abbassano ulteriormente. Oh yes!

Borsa per calzine le antiscivolo, da utilizzare all'attività di psicomotricità alla scuola materna. Lavoretto collaborativo.

giovedì 16 ottobre 2014

Il più veloce del mondo. Aero-video futurista

Volo futurista
Volo futurista. Foto dal making of del video di Daniele

Voglio mettere qui il bellissimo video che ha creato Daniele per una mostra sul mito della velocità nel 900.

Ma prima un disegno a tema.

Auto da corsa. Disegno del Pulce, colori del Cic

Il Cic è proprio un fratellino fortunato: ultimamente le stampe a richiesta di pagine da colorare (dopo accurate ricerche in Google) e le magie della mamma con GIMP non bastano più. Si fa fare i disegni personalizzati direttamente dal Pulce e poi ci dà dentro con le matite colorate! 
Non vale.

Ed ora...                    allargate l'immagine e ALZATE IL VOLUME!!


Video di presentazione della mostra "Il più veloce del mondo - La velocità. Dal record di Francesco Agello agli aeropittori" che si terrà a Crema dal 25 ottobre al 2 novembre 2014. From Daniele Grosso on Vimeo.

Passeggiate facili per bambini in Val di Susa. Exilles: Rifugio Levi-Molinari e Forte di Exilles

La Val di Susa, che ha un posto grande nel mio cuore,  questa estate è stata per noi un vero tesoro: il tempo si è mantenuto favorevole e noi abbiamo potuto provare tante piccole passeggiate, brevi itinerari su facili sentieri di montagna adatti anche ai nostri due bambini, di 4 e 8 anni.

Queste sono le gite n.9 e n.10. L'elenco di tutte le passeggiate con i relativi links sono QUI
Nella stessa pagina trovate la MAPPA con tutte le nostre gite in Val di Susa.

Le gite qui descritte sono state personalmente testate e "a prova" di bambino di 4 anni (con abitudini da pianura) nella stagione estiva.

In ogni passeggiata è stato comunque utile avere con noi l'attrezzatura adeguata: scarponcini con la suola scolpita, felpe, giacche a vento estive impermeabili, zaini con acqua e provviste, berretti e foulards per ripararsi da sole e vento, occhiali da sole, crema solare.


Rifugio Levi-Molinari

Rifugio Levi Molinari

Il Rifugio Levi-Molinari, alla Grange della Valle di Exilles, oltre ad essere un perfetto punto di partenza per gite più impegnative, è ideale per gente di pianura come noi che abbiamo solo voglia di fare un giretto nella natura e trovare qualche buon posto per giocare. Si arriva molto vicino con l'automobile. 
(Qui il tragitto da Exilles, tratta dal sito del Rifugio).
Noi abbiamo lasciato il mezzo in un piccolo parcheggio lungo la strada, dove sono collocati pannelli informativi sul lavoro di scavo di Colombano Romean, il Gran Pertus.
Si sale quindi a sinistra del parcheggio per una larga strada poco ripida e ci si immette in una valletta erbosa solcata da infiniti ruscelli. Per noi è stata una sosta obbligata, con pic-nic e giochi d'acqua


Con molta difficoltà siamo riusciti schiodare i bambini da quell'idillio montano e avviarci ancora brevemente sulla strada fino al Rifugio. In realtà anche lì l'acqua dei torrenti per giocare non manca, come pure i sassoni enormi su cui arrampicare. I gestori del Rifugio sono molto affabili e l'ambiente è davvero accogliente. 
Ci hanno spiegato che poco lontano c'è un bel laghetto, così ci siamo incamminati (uscendo dal rifugio, a destra) oltre il ruscello che lambisce il prato davanti al Rifugio. Come piccoli stambecchi, aguzzando la vista per non perdere neanche un segnale rosso dipinto sui grandi massi, in pochi minuti siamo arrivati al laghetto, raccolto tra gli anfratti verdi tra bosco e prati alti. Un luogo dove tornare.


Forte di Exilles

Forte di Exilles

E' importante programmare per tempo la visita a questo monumento, perché i periodi e gli orari di apertura sono soggetti a variazioni con lunghi periodi in cui è stato inaccessibile

Ed è un peccato, perché la visita merita, anche se uno non è appassionato di storia o di battaglie.
Il luogo è molto scenografico, e l'allestimento del Forte in forma di "museo" è particolarmente curato e riuscito. A partire dall'ascensore panoramico che sale in una enorme spaccatura nella roccia oltre l'ingresso.



Gli spazi da visitare sono diversi, alcuni visibili solo nel contesto di visite guidate che, come la mostra , hanno il merito di sottolineare i lati umani ed emotivi della vita del forte, oltre agli aspetti tecnici e storici.
Noi abbiamo assistito al percorso accompagnato al sottotetto e abbiamo apprezzato soprattutto il Fronte Principale, con l'Area espositiva Truppe Alpine e la suggestivo Area della Memoria.

Proiezione su colonna grezza nel sottotetto. Racconto biografico con accento piemontese

Questa non è una vera passeggiata, me ne rendo conto, ma una visita che si può integrare con la passeggiata al Rifugio Levi-Molinari perché sono in luoghi vicini.
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