mercoledì 24 settembre 2014

Video lettura del libro "I fratellini" - Scuola elementare di Nibionno. Tantibambini Einaudi (1975) - Cinema di ricerca, cinema fatto dai bambini

Due fratelli, un piccolo film su un piccolo libro che parla di un piccolo film.


Il nostro primo tentativo di trasformare un "libro perduto" in una lettura ad alta voce a portata di tutti, accompagnata dalle illustrazioni originali del testo e montata in un video, rallegrato da una colonna sonora... scintillante, argentina, direi.

"I fratellini" -  montaggio audio e video di Daniele Grosso

Ne avevo già parlato, in coda alla raccolta degli spunti, trovati in rete, a proposito di video di libri per bambini letti ad alta voce (o videoletture - video reading children's book): non un modo per togliersi il piacere di raccontare direttamente ai bambini la loro storia preferita, stringendo in mano un bel libro pieno di figure, ma un occasione per rendere accessibile, e godibile, una testimonianza preziosa.

Uno sguardo delicato e poetico, quello del regista , come delicata e poetica, buffa e tenera è l'atmosfera che regala il libro originale, quel "I fratellini" che sono stati un progetto didattico ed editoriale all'avanguardia nel panorama delle sperimentazioni della fine anni '60, sostenuto e promosso da Bruno Munari.

classe.jpg
La classe II elementare dell'anno scolastico 1969-1970 con la maestra Mariangela Donghi. 
Immagine tratta da Casateonline.

Un po' videolettura, un po' documentario, in fondo. Perché "I fratellini" documenta il tentativo di guardare il mondo dell'infanzia in un modo nuovo, interattivo, creativo.

Come mi piacerebbe poter vedere il film originale in cui Munari aveva visto tante potenzialità!

Forse assomiglia ai piccoli film del "Cinema fatto dai bambini", produzioni dello Studio di Monte Olimpino (Laboratorio di cinema di ricerca nato  nel 1962 per iniziativa di Bruno Munari e Marcello Piccardo), messi generosamente a disposizione da Andrea Piccardo. 

“Sulla collina di Monte Olimpino, negli anni fra il 1962 e il 1972, con Bruno Munari e i miei cinque figli, ci siamo reinventato il cinema (come produrre realizzare e distribuire un film), e finalmente abbiamo scoperto il cinema fatto dai bambini”  (Marcello Piccardo, La collina del cinema, Nodo Libri - Como)

Studio di Monte Olimpino
Non è solo un caso che sia cominciato in quegli anni il cinema fatto dai bambini: lì perché il nostro cinema di ricerca senza preconcetti andava bene per non rispondere no alla domanda se i bambini cosiddetti handicappati potevano fare cinema, e perché Munari, Belgrano e io andavamo bene per vedere con rispetto e meraviglia il film “La chitarra”.
In quegli anni è cominciato il cinema fatto dai bambini che ha sventolato via gli ultimi fogli di preconcetti che io potevo avere sul cinema: quindici bambini handicappati hanno messo lì un piccolo film di ricerca venuto fuori da una condizione subnormale, da sotto rispetto a dove io mi consideravo autore di cinema, e questo film stava sopra.
Poi con Munari non eravamo d’accordo sul cinema fatto dai bambini: il primo punto di divergenza è nato subito dopo “La chitarra”, quando entusiasti noi tre, io lui e Belgrano, ci siamo proposti di promuovere il fenomeno.
Loro puntavano sulla scienza dei grandi, io puntavo sul movimento dei bambini. Per me si trattava di riprodurre il momento anche casuale in cui la maestra giovane domanda ai bambini: “Volete fare un film?” e moltiplicarlo. Così è venuto buono “La chitarra”, così verranno buoni gli altri.
Loro, Munari e Belgrano, non erano d’accordo: c’erano questioni da trattare di pedagogia didattica psicologia sociologia e teoria dell’informazione…
In tutti questi anni per me il punto più scientifico da trattare è stato quel: anche casuale.
Non solo: fin che io sono riuscito a conservare al cinema dei bambini le stesse condizioni del primo “La chitarra”, anno per anno scolastico bambini cosiddetti normali differenziali o subnormali, classi intere sfornavano freschi piccoli film di grande cinema, che messi a confronto, passati al setaccio, al microscopio, grattati sotto e sopra dai grandi esperti, in proiezione incantavano tutti e nessuno li dimenticava.
Nei fatti ho continuato a fare cinema, la produzione e la distribuzione dei film d’autori bambini, migliori di quelli che avrei potuto firmare io.
 

(Marcello Piccardo, “La collina del cinema” – Nodo Libri – Como) tratto da Lo studio di Monte Olimpino - Il cinema fatto dai Bambini 



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Per approfondimenti sulla affascinante storia del libro "I fratellini" (e del film fatto dai bambini da cui è tratto) consiglio i seguenti link:
Notizie dal comune di Nibionnno ottobre 2008 - invito a raccogliere documentazioni sulla realizzazione del libro "I fratellini" in occasione del quarantesimo anniversario della realizzazione del film da cui è tratto. 
Notizie dal comune di Nibionnno aprile 2009 - lettera della maestra Mariangela Donghi 
Notizie dal comune di Nibionnno aprile 2010 - invito alla cerimonia di intitolazione della Scuola primaria di Nibionno a Bruno Munari 
Casateonline 28 aprile 2010 - Notizia della dedica delle Scuole a Bruno Munari a 42 anni dalle riprese del film 
Casateonline 9 maggio 2010 - Cronaca locale dell'intitolazione della Scuola primaria di Nibionno a Bruno Munari 
La provincia di Lecco 10 maggio 2010 - Cronaca locale dell'intitolazione della Scuola primaria di Nibionno a Bruno Munari


Per approfondimenti sulla affascinante storia del cinema italiano di ricerca invece consiglio semplicemente di leggere tutto il sito "Lo studio di Monte Olimpino" o, meglio ancora, il libro di Marcello Piccardo "La collina del Cinema".

La collina del cinema

Oppure guardate questa bella intervista a Marcello Piccardo:


venerdì 4 luglio 2014

Videoletture per il Venerdì del libro. Solo libri letti ad alta voce

Negli ultimi anni sono diventati tanti i modi possibili di leggere.
Sto imparando a leggere sul tablet, ad esempio, con gran soddisfazione.
Sto esplorando la rete, e grazie alle video letture ad alta voce ci sto trovando libri che ormai non sono proprio più in circolazione, oppure sono molto lontani, nel tempo e nello spazio, in altri mondi culturali.

Lo scorso anno mi sono imbattuta nella mia prima videolettura, con "Guardie e ladri". E poi, grazie a questo mezzo, ho potuto apprezzare l'originale di "Quatre petit coins de rien du tout", oltre alla versione digitale.

Come si chiamano questi video? Reading aloud, libri letti ad alta voce, soprattutto per bambini.

Interessante, ho pensato: realizzare delle video letture/video libri utilizzando vecchi libri illustrati per bambini che non vengono più riediti potrebbe essere un strumento utilissimo per restituire visibilità ai libri.

E' un modo per "salvarne" le storie contenute e aumentare la "diversità culturale" del nostro tempo.

Non è un po' il lavoro che cerco di portare avanti, a momenti e a rilento, con quest blog? Una sorta di "recupero" di testimonianze culturali di un passato non troppo distante, che arricchiscano (di stili grafici, come di storie e di punti di vista) il panorama dell'offerta attuale.

Ho cercato, e cercato, ma in italiano ho trovato davvero poco.

Ci sono le storie raccontato nei video del Laboratorio di Comunicazione e Narratività dell'Università di Trento, ricercati dal punto di vista delle scelte di contenuti come dal punto di vista tecnico.
Guardatevi la loro versione de "Il piccolo bruco mai sazio" di Erik Carle.


Ci sono i video della entusiasta narratrice e youtuber Fania, Fania Tantestorie.


Poco altro, e spero di sbagliarmi, di non aver trovato le giuste parole chiave.

E all'estero? All'estero c'è un vero tesoro.
Libri di un tempo, libri di adesso che mai avrei scoperto, che mai avrei guardato, o avrei potuto mostrare ai miei bambini.
Sono in un'altra lingua? Chi se ne importa, anzi, meglio! I libri illustrati spesso hanno poche parole, e in un modo o nell'altro la storia la riusciamo a capire.


Storyline Online è un sito che raccoglie video di libri letti ad alta voce da attori della fondazione SAG (screen actors guild). Ci sono vecchie glorie del cinema così come giovani attori che leggono deliziosamente libri illustrati, con piccole animazioni.
A me piace un sacco Harry the Dirty Dog, letto da Betty White. Non l'avrei mai trovato nella mia piccola città, credo.



E poi ho trovato la vastissima collezione che Jacquelyn ha raccolto sul suo sito Just Book Read Aloud.

Ecco, Jacquelyn è stata una sorpresa, a partire dalla sua dichiarazione d'intenti, che sottende i criteri di selezione per la sua raccolta di video:
I miei figli AMANO ascoltar leggere libri ma io non ho sempre tempo di farlo. Le app dell'ipad mi irritano per il fatto che spingono a comprare libri di scarso valore. I siti internet di lettura sono difficili da navigare per i miei piccoli e sembrano pieni di giochi ed animazione più che di libri. Io voglio instillare amore nella lettura dei libri - non nel guardare una pseudo-televisione e nello shopping-online. Così ho stilato questo elenco di video per soddisfare i miei voraci "lettori". Spero che piaceranno ai vostri piccoli.                                                                             
          Questo sito sono SOLO libri letti ad alta voce da normali lettori (ma entusiasti!).
Su questo sito non ci sono pubblicità o altre opportunità di generare ricavi economici.
I bambini non possono uscire dal sito per seguire altri canali su youtube.
Su questo sito ci sono solo libri per bambini.
Durante la lettura normalmente i video mostrano i libri piuttosto che il narratore, perché penso che ciò possa distrarre dal libro.
L'animazione è limitata a delicati interventi di editing che evidenziano parti della pagina.
L'ordine dei libri viene modificato frequentemente per incoraggiare l'ascolto di nuovi libri.
Ah, il suo sito è anche compatibile con lo screen reader JAWS, per cui è accessibile a chi ha deficit visivi.

Ho scritto a Jacquelyn per suggerirle di aggiungere alla sua collezione dei video in italiano, e lei ha aperto un'intera sezione in altre lingue.
Other Languages Image

L'idea mi piace. Può essere un luogo dove fare incontrare culture diverse, condividere le conoscenze, perché anche nel nostro mondo globalizzato ci sono ancora libri stupendi (e film, e canzoni..) che restano relegati in una singola cultura per questioni di minoranza linguistica, o scelte di mercato, o altro.

E allora perché non "salvare" qualche libro ormai fuori catalogo, e magari poco accessibile anche al prestito bibliotecario? Perché non regalare ad altri un piccolo gioiello, nascosto nella nostra biblioteca?

L'ho chiesto a mio fratello, e lui mi ha regalato questo gioiello di video. E mi sono commossa. 

"I fratellini" - Einaudi 1972


Buoni libri, oggi letti ad alta voce, agli amici del Venerdì del Libro

domenica 27 aprile 2014

La perfetta mascherina di carnevale per bambini fai da te in gomma crepla. Tutorial e modello da scaricare.


A casa nostra c'è un grande baule di vimini pieno di strani abiti non più usati, di varie taglie, fogge e tessuti, e di vestiti di carnevale per bambini: ai miei bambini piace mascherarsi tutto l'anno, per giocare.
Quando vengono gli amici si travestono e si truccano con i colori per il volto, ma non mettono mai la maschera sugli occhi perché è fastidiosa.

Ora però c'è la moda delle Teenage Mutant Ninja Turtles, che la maschera ce l'hanno eccome! 
I bambini hanno voluto che gli preparassi un costume da Tartaruga Ninja per ciascuno, e io ho provato a pensare ad una mascherina che potessero indossare senza fastidio: comoda, resistente e magari bella. Con materiali che avevo già in casa, ovvio.


Per la comodità ho pensato di utilizzare come legacci delle strisce di maglia di cotone ricavata da vecchie magliette, ormai degradate a tessuto da riciclo.

Per la resistenza e la proprietà di non deformarsi ho scelto di fare la parte principale con un foglio di gomma crepla (.. craft foam, spumella, moosgommy, gomma eva o che dir si voglia..): ogni tessuto che ho provato non conservava il giusto spazio per gli occhi, una volta indossato e altri materiali più rigidi sono assai scomodi e fastidiosi mentre si gioca..

Ho una grande scorta di gomma crepla da quando abbiamo costruito "la tombola delle note" e devo ammettere che questo materiale mi stupisce ogni volta per la sua grande versatilità.


Io invece ho provato a cucirlo con la macchina da cucire, e funziona!! :-)

Materiali

- un foglio di gomma crepla
- una vecchia maglietta dello stesso colore
- forbici da tessuto e da ricamo
- ago (o macchina da cucire) e filo in tinta
- penna
- modello di maschera scaricato e stampato da quello qui sotto (adatto per bambini di circa 4 anni)

modello mascherina da carnevale per bambina/o di 4 anni

Procedimento

Ritagliare il modello di mascherina dalla carta su cui è stato stampato.
Appoggiarlo (ben fermo!) sul foglio di gomma crepla e ripassarne i contorni con la penna.
Ritagliare la mascherina dalla gomma crepla con una forbicina di precisione, particolarmente utile per ricavare i buchi degli occhi.

Con la forbice per tessuti ritagliare dalla maglietta due strisce larghe circa 3 cm lunghe circa 30 cm.

Cucire, a mano o a macchina, ogni striscia su un lato della mascherina.

la gomma crepla si può cucire a macchina! (yess!)

Fine.

maschera da carnevale in gomma crepla fai da te

Invece...come ho costruito il guscio delle TMNT?  Lo racconto la prossima volta..

Intanto concludo con una confessione: non ho mai visto i cartoni delle Ninja Turtles, né ho alcuna intenzione di vederne. Sarò prevenuta.

Mi sono fatta un'idea curiosando i travestimenti e i gadget più interessanti trovati in rete, eccoli:

Il palloncino  di angyelmade



Lo zaino guscio delle Tartarughe Ninja

Il costume da carnevale di chiarattack... 



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La versione .pdf del mio modello (testato ;-) ) la trovate su Scribd.

venerdì 18 aprile 2014

Recensione del libro interattivo per bambini "Red in Bed" di Josh On

Cover art

Nelle mie esplorazioni in cerca di libri digitali interattivi di qualità per bambini mi sono fatta tentare da "Red in Bed" di Josh On e non ne sono stata affatto delusa, anzi.
Il libro-app è ormai installato sul tablet da più di un mese e regolarmente i bambini mi chiedono di riguardarcelo insieme. La grafica è minimale ed efficace, ci sono animazioni essenziali e piccole sorprese nascoste che rendono la fruizione piacevole ed equilibrata.

Red in Bed: kids book - screenshot thumbnail

Non è uno di quei libri-app che, nel panorama delle applicazioni per bambini si collocano più sul versante dell'app-gioco.
E neanche uno di quei libri-app che invece somigliano di più a una videolettura, con la voce narrante e le immagini che si muovono quasi come un cartone animato.

Il suo parente più prossimo è il libro cartonato sonoro, quello con i tastini musicali e le finestrelle, ma in meglio, decisamente.

Questo libro interattivo è disponibile per iPad e Android 4.1+ (la versione che ho io) e breve ma costa meno di quel che vale (secondo me, che non ho alcun vantaggio a scriverne).

Red in Bed: kids book - screenshot thumbnail

E' in inglese, ma da quando ho cominciato a seguire i suggerimenti di "La stanzetta inglese" la nostra biblioteca si è arricchita di diversi volumetti in lingua originale (sempre di seconda mano, ovvio ;) ) e le poche righe di testo di "Red in Bed" sono uno stimolo per ripassare i nomi dei colori in inglese, anche se inizialmente non era proprio questo lo scopo. Il libro viene presentato altrove come libro educativo, ma mica deve essere sempre per forza così!!

Qui i colori saltano e suonano, ogni colore una nota musicale, e si possono suonare come un vibrafono.
E attenzione ai colori nascosti e ai colori sbagliati! ;)

La storia è questa: i colori dell'arcobaleno si svegliano la mattina e, con la luce, si preparano a colorare tutte le cose del mondo. Ma il Rosso è malato! Allora se ne sta a casa mentre gli altri colori provano a sostituirlo, colorando ognuno qualche oggetto che sarebbe toccato al rosso: così le fragole diventano arancioni, le mele indaco e l'autopompa blu!

Red in Bed: kids book - screenshot thumbnail

Per fortuna alla fine il Rosso guarisce, così ogni cosa più tornare al suo posto e i colori possono riposare in pace dopo le fatiche dell'avventurosa giornata.

Ecco il video di presentazione:



Buona lettura, piccoli e grandi amici del Venerdì del Libro!

venerdì 11 aprile 2014

"Screen time". Italia, 1983, terza elementare. Quanta televisione guardavamo da piccoli?


Per rispondere a questa domanda ho attinto da fonti storiche ben documentate: i miei quadernini delle elementari.


Ed eccoci tornati al 4 e 5 febbraio 1983, una statistica di prima mano tra i bambini di una terza elementare di provincia. (In corsivo qualche mia osservazione)

Il programma televisivo preferito
(chissà se mi ricorderò qualche programma? Qual'era la mia crocetta?)



Cartoni animati (17 crocette... tutti e 17 i bambini della classe, ovvio)

Flo (4 crocette, penso si trattasse di "Flo, la piccola Robinson")
Hallo Spank (6 crocette)
Candy (2 crocette)
Gordian (2 crocette, non me lo ricordo affatto)
Nilz ("Nils Holgersson", 1 crocetta)
Starzinger (2 crocette)

Per quante ore guardiamo la TV:



7 ore (5 bambini, apperò!)
5 ore (4 bambini)
4 ore (4 bambini)
6 ore (3 bambini)
3 ore (1 bambino)

Cosa guardiamo alla TV



Telefilm: 15 bambini
cartoni animati: 17 bambini
film: 14 bambini
telegiornale: 4 bambini
documentari: 4 bambini
varietà: 13 bambini

- - -

Il resto delle considerazioni, dei consigli e delle riflessioni le lascio leggere direttamente a voi. 





- - - 

A proposito di quaderni delle scuole elementari. Ho scoperto ieri, grazie ad un'amica, un interessante progetto volto al recupero di questa forma di memoria storica: Quadernini, all'interno del Progetto Quaderni Aperti.

Quadernini è un’iniziativa di divulgazione di contenuti di quaderni delle elementari attraverso l’intrattenimento.
Il progetto, nato nel 2008 e sviluppato in collaborazione con la compagnia Teatro del Singhiozzo, utilizza diversi canali di contatto con il pubblico:
- una pagina Facebook costantemente aggiornata in cui vengono postati i contenuti dei quaderni;
- uno spettacolo itinerante di letture dei temi più divertenti e interessanti contenuti nell’archivio Quaderni Aperti;
(qui alcuni video)
- una rubrica sul portale web di Smemoranda.

sabato 29 marzo 2014

"Get into the groove" - bellissime canzoni per bambini (e non) dalla serie animata "Tinga Tinga Tales"


Tinga Tinga Tales - Get In To The Groove

Dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 su  Rai YoYo è stata trasmessa la serie animata “Tinga Tinga Tales”. Incantevole! Sulla serie della BBC sono basati anche numerosi libretti per bambini, che già conoscevamo, ma sono le canzoni, la musica di cui voglio parlare oggi.


Traggo direttamente dal sito di RaiYoYo:
Perché Giraffa ha il collo lungo? Perché Ippopotamo non ha i capelli? Perché Leone ruggisce? E perché alcuni animali sono coraggiosi ed altri più timidi? 
Queste semplici domande trovano risposta in un cartone animato dalle immagini eleganti e dai colori brillanti, in cui gli animali raccontano la loro storia aprendosi al fantastico mondo dell’arte, dei personaggi e delle tradizioni africane. 
Ogni episodio dispensa informazioni e curiosità sul regno animale, comunicando ai più piccoli importanti lezioni universali sulla società, l’amicizia e sulle conseguenze delle azioni di ognuno. Ispirata ai racconti della tradizione popolare africana e ai dipinti dell’arte Tingatinga della Tanzania, e inizialmente creata da Claudia Lloyd della Tiger Aspect a seguito di un suo lungo soggiorno in Africa, la serie è stata realizzata in animazione 2D CelAction in Kenia da un team di 50 disegnatori e si avvale del commento musicale del compositore keniota Eric Wainaina. 

Ed è un commento musicale che merita, possiamo assicurarvelo! Nel CD abbiamo trovato una ricca raccolta di canzoni, tratte direttamente dalle puntate originali della serie, ognuna con una sua atmosfera particolare, ritmi vivaci che mettono allegria. Importante la presenza dei cori, ma ci sono anche alcune brevi introduzioni parlate, basate sulla funzione della singola canzone nel contesto della puntata. 

I titoli sono questi:

1. Tinga Tinga Tales Theme, all the animals - La sigla, cantata da tutti gli animali 
2. Dawn Chorus Tinga Birds & Cricket sing Good Morning - Il coro dell'alba degli uccelli e il grillo cantano "Buongiorno"
3. I Must Have a Tail!, Peacock and the animals - "Devo avere una coda!" cantata dal pavone e dagli animali
4. You Got to Keep Cool, Monkey -"Devi mantenerti fresco" cantata dalla scimmia  
5. Pamoja! Together!, Ants - "Insieme" cantata dalle formiche 
8. Shona Shona, The Sewing Song, Hen and the animals- "La canzone del cucire" cantata dalla gallina e dagli animali
7. We Love the Rain! Frog and the water animals - "Noi amiamo la pioggia!" cantata dalla rana e dagli animali acquatici 
8. Why Chameleon Changes Colour!, Chameleon and Butterfly - "Perchè il camaleonte cambia colore!" cantata dal camaleonte e dalla farfalla 
9. Festival of Colours, all the animals - "Festival dei colori" cantata da tutti gli animali 
10. I m Jumping!, Flea and the animals - "Sto saltando!" - cantata dalla pulce e dagli animali 
11. Moon and Stars, all the animals - "Luna e stelle" - cantata da tutti gli animali 
12. Lala Salama, Sleep Tight, the Tinga Birds "Buonanotte" cantata dagli uccelli Tinga (animali di fantasia)

immagine tratta da qui

Putroppo non ho trovato i testi di tutte le canzoni: mi servirebbero perché i bambini mi chiedono i significati in dettaglio e la mia comprensione dell'inglese parlato non è così avanzata, ahimè. 
Però in rete c'è ancora il testo della sigla, che è pure semplice semplice da imparare ed è pieno di animali!

Testo della sigla originale di Tinga Tinga Tales:

Tinga Tinga Tales Theme Song Lyrics

Animals of Tinga Tinga:
Tinga Tinga, Tinga Tinga
Tinga Tinga, Tinga Tinga.

Tinga Tinga is a Land.
Full of Stories and Surprise 
Tortoise:
Tell me about it.
Red Monkey:
With you thought you're never know.
Tinga Tinga answers all your Whys.
Tinga Birds: 
Answers all your Whys. 
Red Monkey:
Why I swing from tree to tree.
Elephant:
Why my trunk is long.
Tortoise:
Why I'm so slow.
Tickbird:
Why I tick.
Hippo:
Why my skin is smooth and slick. 
All:
You ask why, why, why, why, why?
Red Monkey: Why.
All:
You ask why, why, why, why, why? 
Hippo:
There's a story.
Red Monkey: Lots of stories. 
All:
Beneath the Tinga sky
Tinga, Tinga, Tinga Tinga.
Elephant:
Will tell you why.
All:
Tinga Tinga, Tinga Tinga.
Tortoise: 
Will tell you why.
All: 
Tinga Tinga, Tinga Tinga.
Red Monkey:
Look at all my friends!
I'll tell you why.
All:

Peccato che non ci sia una raccolta delle canzoni della versione italiana.
Intanto ascoltiamo questo CD in macchina, a casa a tutto volume per ballare, e a volte me lo ascolto anche da sola, se i bambini non ci sono: non tutte le canzoni "per bambini" del mondo sono ripetitive e con vocine insopportabili, per fortuna!!!

giovedì 27 marzo 2014

"Screen time" e bambini. Quanto tempo dovrebbero passare i bambini davanti allo schermo?

Let's talk about Screen Time - title banner
immagine tratta da qui

Traduco direttamente dal sito Medline Plus, servizio della Biblioteca Nazionale di Medicina degli Stati Uniti e dei National Institutes of Health, un documento ufficiale, datato 2011, che fornisce indicazioni ai genitori su quanto tempo i bambini dovrebbero passare davanti allo schermo.
L'originale, in inglese e in spagnolo, lo trovate qui; la mia non è una traduzione professionale, per cui se trovate errori o inesattezze segnalatemele (grazie!)

Prima delle linee guida americane, però, qualche osservazione mia, che ha a che fare col motivo per cui mi è venuta voglia di riportare l'articolo qui.

"Screen time" è un'espressione che non credo abbia un vero corrispettivo italiano. In rete -in italiano- c'è poco niente sul tema che si basi su ricerche scientifiche, nulla ho trovato sul tema a livello ufficiale, sulle linee guida del ministero della salute (ad esempio qui, o qui  o qui).

Eppure in pochi mesi due amici che si occupano di adolescenti, un parroco molto esperto e una professoressa delle medie decisamente sensibile, parlando del loro lavoro mi hanno riportato la stessa osservazione: per colpa di tutta la TV che guardano, i ragazzi di oggi hanno l'attenzione che dura come l'intervallo tra una pubblicità e l'altra. Qualsiasi attività che si proponga loro, e che necessiterebbe di una attenzione maggiore di 15-20 minuti circa, viene spontaneamente interrotta dopo quel lasso di tempo, anche se magari è riuscita a cogliere il loro interesse.
Due osservazioni indipendenti, due osservatori attenti che riportano la stessa conclusione in una conversazione qualsiasi.. mi hanno colpita.

Mi sono domandata: sono i ragazzi che modellano la loro attenzione sugli spazi pubblicitari della TV o è la pubblicità che viene studiata nei tempi per cogliere le fluttuazioni dell'attenzione dei ragazzi? Quando ero piccola io, quante ore passavamo davanti allo schermo noi bambini?

Alla prima domanda non ho ancora dato una risposta, mi informerò.
Alla seconda invece sì, attingendo a una preziosissima "ricerca sul campo" di circa 30 anni fa, che tengo in serbo per un prossimo post. Voi avete qualche risposta?

Per inciso: c'è tutta un filone di pensiero (e di ricerca) che sostiene l'utilità dei video giochi sotto molti punti di vista, ma questa è un'altra storia.

Ed eccoci all'articolo:

Screen Time
 immagine tratta da qui

Screen time e bambini 
  "Screen time" è tutto il periodo di tempo che viene trascorso di fronte ad uno schermo, che sia un televisore, un computer o un video gioco. Lo screen time è un'attività sedentaria, è essere inattivi mentre si sta seduti. Pochissima energia viene consumata durante lo screen time. 
La maggior parte dei bambini trascorrono circa 3 ore al giorno guardando la televisione. Se si aggiungono gli altri momenti passati davanti allo schermo per altre attività si arriva a 5-7 ore di screen time al giorno. 
Troppo tempo passato davanti allo schermo può: 
- aumentare il rischio che tuo figlio diventi obeso 
- rendere più difficoltoso l'addormentamento di tuo figlio la sera 
- aumentare la probabilità che tuo figlio sviluppi problemi di attenzione, ansia e depressione.

Illustration: Ron Tandberg.
"Non riesco a dormire!" "Vuoi che mammina ti cambi canale?" - immagine tratta da qui 
Il tempo passato davanti allo schermo aumenta il rischio di obesità per tu figlio perché: 
- stare seduti e guardare uno schermo è un tempo che non viene trascorso restando fisicamente attivi 
- le pubblicità in televisione sugli altri schermi possono insegnare ai bambini a fare scelte alimentari meno salutari. Per lo più i cibi nelle pubblicità rivolte ai bambini contengono molto zucchero, sale o grassi. Non sono equilibrati dal punto di vista nutrizionale.  
- i bambini mangiano di più mentre stanno guardando la TV, soprattutto se vedono pubblicità di cibo.  
I computer possono essere utili quando i ragazzi li usano per fare i compiti. Ma navigare in internet, passare il tempo su Facebook o guardare video su Youtube è considerato uno screen time non salutare. 
guidelines for screen time for kids

immagine tratta da qui 
Linee guida attuali sullo screen time  
I bambini sotto i 2 anni non dovrebbero passare del tempo davanti ad uno schermo. 
Limitare il tempo davanti allo schermo ad 1-2 ore al giorno per i bambini sopra i 2 anni. I video rivolti ai bambini molto piccoli non ne migliorano lo sviluppo, nonostante quanto possano affermare le pubblicità che li promuovono.  
Come diminuire il tempo trascorso davanti allo schermo 
Per alcuni bambini può essere difficile ridurre il tempo davanti allo schermo a 2 sole ore al giorno perché guardare la TV fa parte della loro routine quotidiana. I tentativi di ridurre lo screen time funzionano meglio quando i bambini comprendono quanto la attività sedentaria condizioni la loro salute e imparano che possono fare qualcosa per essere più sani.  
Modi per diminuire lo screen time: 
- Togliere la televisione o il computer dalla camera da letto di tuo figlio. 
- Non permettere di guardare la tv durante i pasti o l'esecuzione dei compiti. 
- Non permettere a tuo figlio di mangiare mentre guarda la TV o il computer. 
- Non lasciare la TV accesa come rumore di sottondo. Piuttosto, accendi la radio o non avere rumore di sottofondo. 
- Decidi quali programmi guardare all'inizio della visione e spegni la TV quando il programma è finito. 
- Suggerisci altre attività, ad esempio giochi da tavolo in famiglia, puzzle o passeggiate. 
- Tieni conto di quanto tempo viene passato davanti allo schermo. Cerca di trascorrere altrettanto tempo in attività. 
- Sii un buon modello come genitore. Diminuisci il tuo stesso screen time a 2 ore al giorno. 

2013-05-31-BrainonScreenTime.jpg
immagine tratta da qui 
- Se risulta difficile non tenere accesa la TV, prova ad usare la funzione di spegnimento automatico programmato, in modo che si spenga da sola. 
- Sfida la tua famiglia a trascorrere 1 settimana senza guardare la TV o trascorrere altro tempo davanti allo schermo. Trova come impegnare il tempo in modo attivo e in modo da consumare energia. 

Aggiornato al 7/1/2011 da Neil K. Kaneshiro, MD, MHA, Clinical Assistant Professor of Pediatrics, University of Washington School of Medicine. Revisionato anche da David Zieve, MD, MHA, Medical Director, A.D.A.M. Health Solutions, Ebix, Inc

mercoledì 26 marzo 2014

Banda elastica per occhiali da sole fai da te. TUTORIAL




Spunta qualche raggio di sole, che ogni tanto fa capolino tra la pioggia e le nuvole di questo lungo inverno autunnale, e i bambini sono subito lì a lamentarsi che vogliono gli occhiali da sole. Ma a loro, che hanno nasi piccolissimi, gli occhiali da sole non stanno su neanche ad incollarli.
Allora ho pensato di ricavare un elastico/laccio/cinghia per occhiali da sole da qualche elastico per capelli, dato che ho i capelli corti da un anno e ormai degli elastici non so più che farmene.


MATERIALE


Per un paio di occhiali per bambini servono ago, forbici, filo e due elastici per capelli di circa 6 cm di diametro ciascuno. Gli elastici sono quelli di lycra, senza parti metalliche: sottili bande elastiche che si arrotolano spontaneamente sui bordi (per cui a prima vista sembrano dei cordini tubolari)




PROCEDIMENTO

Per cucire facilmente un elastico per tenere fermi gli occhiali da sole dei bambini basta guardare le foto:

- tagliare a metà  un elastico per capelli



- ad una sola estremità dell'elastico (che ora è lungo circa 12 cm) piegare a metà -in larghezza-  il tessuto e cucire tra di loro i due margini laterali (quelli che tendono ad arrotolarsi) per circa un centimetro di lunghezza. La cucitura va fatta molto vicino alla metà dell'elastico, dato che poi il tessuto tende ad allargarsi quando viene infilato sulla bacchetta dell'occhiale. Meglio fare la cucitura un po' in diagonale, lasciando la parte più larga dell"asola" verso l'estremità dell'elastico e andando a stringere verso il centro dell'elastico, in modo da accompagnare l'ingresso della bacchetta e "intrappolarla" in posizione.



- ripetere l'operazione sull'altro elastico

- infilare le bacchette nelle "asole" create con le cuciture

- annodare tra loro le parti degli elastici che non sono state cucite (regolandosi in base alla lunghezza più comoda indosso al bambino, meglio non troppo stretta)



Fortuna che io avevo in casa degli elastici proprio carini, un po' azzurro-blu e un po' brillantinati :)

giovedì 20 febbraio 2014

Un libro divertente e facile da leggere: Hank Zipzer e le cascate del Niagara


Uovonero edizioni si occupa di libri e inclusione:
Amiamo i libri e la lettura. Crediamo che leggere sia un diritto di tutti: aiuta a capire il mondo che ci circonda e la comprensione aiuta a essere liberi. E poi è anche e soprattutto un piacere. Molte persone, a causa di difficoltà di vario genere, restano escluse dalla possibilità di godere dei libri: sono le persone affette da autismo, da dislessia, da ritardo cognitivo, da varie forme di disturbi dell'apprendimento.
Noi di uovonero vogliamo che chiunque, nessuno escluso, possa esercitare il proprio diritto alla lettura.
Già questo basterebbe a presentare la scelta editoriale di tradurre finalmente anche in italiano (e bene, a mio parere) i primi volumi di questa famosa serie di romanzi per bambini: Hank Zipzer, il superdisastro.
Hank infatti è un bambino dislessico si parla delle sue disavventure e dei suoi problemi, e il volume stesso è presentato in un'edizione ad alta leggibilità. SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU


In realtà io penso che quelli della Uovonero siano stati geniali a permettere anche al pubblico italiano di godere di questo volumetto, al di là di tutto, perché è veramente, genuinamente divertente.
Letteratura per ragazzini, d'accordo. Scorrevole, facile, veloce, ok. Ma fa ridere e non è banale.

Ad esempio contemporaneamente stavo leggendo "L'esilarante mistero del papà scomparso" (qui trovate una recensione approfondita) di Neil Gaiman e anche se i disegni sono fantastici e il libro molto ben strutturato, fa ridere in un modo più costruito, meno immediato, non so. (Probabilmente qui c'entra anche la traduzione, temo.)



Comunque. La storia di "Hank Zipzer e le cascate del Niagara" non ve la racconto, tanto è già stata presentata in diversi articoli in rete, come questo.  SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU
E sottolineare il fatto che uno degli autori sia Henry Winkler, il Fonzie di "Happy Days", non credo sia molto importante.. anzi devo dire che un po' questa informazione aveva raffreddato i miei entusiasmi quando avevo seguito il lancio del libro, lo scorso anno.

HenryWinklerHankZipzer

Però sabato scorso l'ho comprato, e l'ho letto con piacere (e risate soffocate sotto il piumone per non svegliare mio marito). Così sono qui a presentarlo, per il Venerdì del Libro di Home Made Mamma.

Secondo me per il mio bambino di 8 anni è ancora un po' presto come proposta di lettura in autonomia, ma quasi ci siamo. Di sicuro io ho voglia di provare ad andare avanti e leggermi pure "Hank Zipzer e la pagella nel tritacarne", l'ultimo uscito nella edizione italiana, provando prima il mio inglese su "I got a 'D' in salami" in edizione originale. SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU


Così, se ci capisco qualcosa, posso proseguire nella lunga serie: siamo arrivati al numero.. 17!!!
 SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU
Per concludere, aggiungerei che -ovviamente- ne è stata tratta una serie tv recentemente messa in onda dalla BBC (peccato che da noi non si riesca a vedere, ero curiosa), che ha la sua pagina su CBBC.  SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU
Buona lettura da Vogliounamelablu

giovedì 13 febbraio 2014

"Four Little Corners": un libro digitale interattivo tratto da "Quatre petits coins de rien du tout" di Jérôme Ruillier (2004)


"Quatre petit coins de rien du tout" di Jérôme Ruillier

Ho da poco un tablet e mi sto studiando i rischi, ma anche le potenzialità.
Per il Venerdì del Libro oggi mi voglio addentrare nel mondo dei libri digitali interattivi per bambini - per comprenderne lo stato dell'arte (su Android, in Italia) - e così mi imbatto in "Four Little Corners", un'applicazione della compagnia spagnola DaDa che ha vinto a marzo il prestigioso "Digital Award 2013" rilasciato in occasione del Bologna Children's Book Fair.


Decido di fidarmi, scarico l'app; mi piace.
"Quatre petit coins de rien du tout"
"Four little corners"
"Por Cuatro esquinitas de nada"
"Die vier kleine Ecken"
                                                        .. e in italiano?

Non c'è in italiano, ma è semplice e piace da subito ai miei bambini di 4 e 8 anni, piace alle mie amiche. Approfondisco.

Ma cos'è che piace? L'applicazione nella sua interattività (elementare), o la storia?

E' la storia, certo! Inteneriti, abbiamo subito preso le parti del protagonista, un quadratino che rischia di restare escluso o di doversi adattare - snaturandosi - ad un ambiente che non è disegnato per lui!

photo 1
E la storia viene da un libro di carta, un libro del 2004, scritto da Jérôme Ruillier, un libro che nelle scuole materne in francia, e in spagna, è da tempo utilizzato per affrontare i temi della integrazione e della diversità, oltre che per lavorare sulle forme semplici. In linea di massima il testo fa così

"Quattro angolini"

Quadratino gioca con i suoi amici.
Drin! E' ora di entrare in casa. 
Ma Quadratino non può entrare! Non è rotondo come la porta.
Quadratino è triste. Vuole davvero entrare in casa.
Allora si stira, si ribalta, si gira, si piega.
Ma non riesce ancora a passare per la porta.
"Devi diventare rotondo!" dicono i Cerchietti.
Quadratino ci prova con tutte le sue forze.
"Ti devi concentrare!" dicono i Cerchietti.
"Sono rotondo, sono rotondo, sono rotondo..." ripete Quadratino
Ma non funziona! Cosa possiamo fare? 
Quadratino è diverso. Non sarà mai rotondo.
"Dovremo solo tagliarti via gli angoli!" dicono i Cerchietti.
"Oh, no!" dice Quadratino, "farebbe troppo male!"
I Cerchietti s radunano in salotto. Discutono per tanto tanto tempo.
Finché capiscono che non è Quadratino che deve cambiare...
                                                                                                             [...continua...]

Facciamo un giro in rete, ecco i materiali che preferisco:





Video passo uno con cerchietti e quadratino di feltro sulla lavagna.

Ma tanti altri sono gli adattamenti: animazioni, spettacoli per bambini, fatti dai bambini, con i timbri, con il gioco forza 4.. 

Senza dubbio questo è un libro che sembra nato per l'interattività...  digitale, di cartone, di stoffa!!!


E l'autore? 
Leggiamo su Babelio:
Jérôme Ruillier è un autore illustratore francese, nato in Madagascar nel 1966. Ora vive in Francia. Scrive di sé: "Ho studiato alla Scuola superiore per le arti decorative di Strasburgo. Appassionato più di alpinismo che di disegno, non ho mai raggiunto il diploma... Ora vivo a Voiron con Isabelle Carrier, anche lei autrice-illustratrice e insieme cerchiamo un "difficile equilibrio" tra i nostri due figli, Anouk et Mona, la nostra passione per la montagna e il nostro lavoro". 
In Italia è pubblicato il suo libro "Uomo di colore!", peccato.

Ma allora, questa app? 
Non ho mai sfogliato il libro originale, non so dire se l'app lo tradisca o meno. A me la grafica pulita, i colori brillanti e lo stile minimalista sembrano rendere ancora più universale la storia, da leggere e da giocare.



P.S.: "PlayTales Launches the Most Cost-Effective Interactive eBook Builder Available": chi si vuole lanciare a creare qualche bel libro interattivo.. in italiano!??!?!
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