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domenica 19 ottobre 2014

BAG TAG. Etichette per zainetto fai da te in gomma crepla. TUTORIAL

Quando sono cominciate le occasioni di uscita in (relativa) autonomia dei miei bambini è cominciato il problema del perdere gli oggetti.

Sarà la testa tra le nuvole? Mio marito sdrammatizza: dice che sono così avanti che hanno già la testa su cloud.
Sarà la confusione che si crea a scuola, in palestra o in gita, quando sono sempre coinvolti gruppi di bambini troppo numerosi?

Le soluzioni sono poche:

- io per prima cosa ho seguito il consiglio delle maestre montessoriane della scuola materna coinvolgendo direttamente i bambini nel vestirsi la mattina e nel preparare gli zainetti in modo che CONOSCANO i loro oggetti.

- poi ho seguito i consigli estremamente pratici delle maestre della scuola primaria personalizzando anche i più piccoli oggetti di scuola per poter essere facilmente riconosciuti dal proprietario sbadato nel cesto - sempre pieno - degli oggetti smarriti (e lasciamo perdere la questione dei piccoli furti e danneggiamenti dei materiali in classe, purtroppo raramente affrontata in modo chiaro e diretto, qui evidenziata anche in una interessante discussione nei commenti).

- infine ho cercato di risolvere la questione di trovare VELOCEMENTE il proprio zainetto tra le mille borse e zainetti ammucchiati in fondo al pullman del CAI o nello spogliatoio della piscina/palestra.

C'è chi lega un bel nastro colorato al manico della sacchetta di tela dell'attrezzatura sportiva... e funziona egregiamente per il colpo d'occhio.

C'è chi punta su una bag tag o una vera e propria luggage tag.. e ce ne sono di bellissime, soprattutto all'estero, sia da cucire (qui una elegante selezione di tutorial) che da comprare (ricerca per immagini "luggage tag kids"=OMG!!! ci sono perfino a forma di mattoncino Lego..).

Mi consolo, non è un problema solo mio.

Io ho dotato gli zainetti dei miei bambini di etichette con il nome ritagliate da fogli colorati di gomma crepla (craft o eva foam sheets).

La prima etichetta per sacca sportiva, realizzata al volo e personalizzata dal proprietario.


Sono molto facili da realizzare, un vero TUTORIAL passo passo non credo sia proprio necessario, ma già che ci sono..

I materiali occorrenti sono:


  • fogli leggeri di gomma crepla di colori chiari e vivaci
  • forbici dalla punta sottile
  • pennarello indelebile di un bel colore visibile e a contrasto con colore di fondo della gomma crepla
  • foglio di carta
  • matita 
  • disegno dell'etichetta disegnato su un foglio di carta 
modello di etichetta per zainetto in gomma crepla


Il procedimento è questo:

- Disegnare su un foglio una freccia piuttosto allungata e larga, sarà la vostra etichetta. OPPURE stampare il modello pdf da qui

Per le dimensioni bisogna regolarsi in base all'uso a cui è destinata l'etichetta: più corta se deve ingombrare poco e non deve contenere molte scritte, più lunga se deve essere più visibile e contenere molte parole.
Il modello in pdf che potete scaricare da Scribd corrisponde a un'etichetta piuttosto grande, a prova di sbadato.
La forma della punta può essere più o meno appuntita. Io nel tempo ho cominciato a preferire punte più smussate ed arrotondate, mi piacciono di più.
Versione dell'etichetta adattata e collaborativa: più corta, punta arrotondata, scritta e personalizzazione del proprietario con Uni Posca colorati

- Ritagliare il modello di etichetta dalla carta, appoggiarlo sul foglio di gomma crepla e scontornarlo col pennarello indelebile

- Ritagliare l'etichetta vera e propria dalla gomma crepla


- Praticare una piccola fessura verso la fine della "freccia" , larga come il "collo" della punta della freccia
Si possono praticare fessure ulteriori più verso la punta della freccia e ritagliare "la coda" di conseguenza in base a quanto vogliamo stringere l'etichetta.
- Scrivere sull'etichetta con il pennarello indelebile il nome del proprietario, numero di telefono o altro.
Si può scrivere un breve nome sulla parte esterna, in grande, oppure si può scrivere più in piccolo i dati nella parte interna dell'etichetta (rispetto a come viene montata sulla borsa o zainetto).
Consiglio di fare questo passaggio dopo provato a montare l'etichetta, in modo da verificare la resa finale e i punti precisi in cui scrivere.
- Chiudere ad anello l'etichetta intorno all'oggetto da identificare.
Si fa passare la punta attraverso la fessura: si piegano leggermente su se stessi  i lati della punta della freccia (in modo da sfruttare l'elasticità della gomma per renderla temporaneamente più sottile ed infilarla nella fessura) per poi allargarli nuovamente dopo aver superato l'ostacolo.

VANTAGGI:

  1. Sistema di etichettatura velocissimo ed economico. Si fa anche all'ultimo minuto se si salta il passaggio su carta e si ritaglia direttamente la forma da un foglio di crepla e si scrive in biro.
  2. L'etichetta è molto visibile
  3. Si può attaccare e staccare facilmente. Può essere sostituita se non ci piace più oppure è cambiato il proprietario dell'oggetto
  4. E' durevole perché elastica, piuttosto resistente e impermeabile

Questo tipo di etichetta si può ulteriormente personalizzare con decorazioni, applicazioni, "punte di freccia" con forme diverse e più complesse. Provate la ricerca per immagini "foam craft paper bookmarks"per 1000 idee.

Inoltre per la semplicità di esecuzione, si può cogliere l'occasione della creazione di un etichetta personalizzata per trasformarla in un vero e proprio "lavoretto" da realizzare con il proprio bambino,
Il divertimento è assicurato e le probabilità di confondere l'oggetto personalizzato con quello di qualcun altro si abbassano ulteriormente. Oh yes!

Borsa per calzine le antiscivolo, da utilizzare all'attività di psicomotricità alla scuola materna. Lavoretto collaborativo.

giovedì 16 ottobre 2014

Il più veloce del mondo. Aero-video futurista

Volo futurista
Volo futurista. Foto dal making of del video di Daniele

Voglio mettere qui il bellissimo video che ha creato Daniele per una mostra sul mito della velocità nel 900.

Ma prima un disegno a tema.

Auto da corsa. Disegno del Pulce, colori del Cic

Il Cic è proprio un fratellino fortunato: ultimamente le stampe a richiesta di pagine da colorare (dopo accurate ricerche in Google) e le magie della mamma con GIMP non bastano più. Si fa fare i disegni personalizzati direttamente dal Pulce e poi ci dà dentro con le matite colorate! 
Non vale.

Ed ora...                    allargate l'immagine e ALZATE IL VOLUME!!


Video di presentazione della mostra "Il più veloce del mondo - La velocità. Dal record di Francesco Agello agli aeropittori" che si terrà a Crema dal 25 ottobre al 2 novembre 2014. From Daniele Grosso on Vimeo.

Passeggiate facili per bambini in Val di Susa. Exilles: Rifugio Levi-Molinari e Forte di Exilles

La Val di Susa, che ha un posto grande nel mio cuore,  questa estate è stata per noi un vero tesoro: il tempo si è mantenuto favorevole e noi abbiamo potuto provare tante piccole passeggiate, brevi itinerari su facili sentieri di montagna adatti anche ai nostri due bambini, di 4 e 8 anni.

Queste sono le gite n.9 e n.10. L'elenco di tutte le passeggiate con i relativi links sono QUI
Nella stessa pagina trovate la MAPPA con tutte le nostre gite in Val di Susa.

Le gite qui descritte sono state personalmente testate e "a prova" di bambino di 4 anni (con abitudini da pianura) nella stagione estiva.

In ogni passeggiata è stato comunque utile avere con noi l'attrezzatura adeguata: scarponcini con la suola scolpita, felpe, giacche a vento estive impermeabili, zaini con acqua e provviste, berretti e foulards per ripararsi da sole e vento, occhiali da sole, crema solare.


Rifugio Levi-Molinari

Rifugio Levi Molinari

Il Rifugio Levi-Molinari, alla Grange della Valle di Exilles, oltre ad essere un perfetto punto di partenza per gite più impegnative, è ideale per gente di pianura come noi che abbiamo solo voglia di fare un giretto nella natura e trovare qualche buon posto per giocare. Si arriva molto vicino con l'automobile. 
(Qui il tragitto da Exilles, tratta dal sito del Rifugio).
Noi abbiamo lasciato il mezzo in un piccolo parcheggio lungo la strada, dove sono collocati pannelli informativi sul lavoro di scavo di Colombano Romean, il Gran Pertus.
Si sale quindi a sinistra del parcheggio per una larga strada poco ripida e ci si immette in una valletta erbosa solcata da infiniti ruscelli. Per noi è stata una sosta obbligata, con pic-nic e giochi d'acqua


Con molta difficoltà siamo riusciti schiodare i bambini da quell'idillio montano e avviarci ancora brevemente sulla strada fino al Rifugio. In realtà anche lì l'acqua dei torrenti per giocare non manca, come pure i sassoni enormi su cui arrampicare. I gestori del Rifugio sono molto affabili e l'ambiente è davvero accogliente. 
Ci hanno spiegato che poco lontano c'è un bel laghetto, così ci siamo incamminati (uscendo dal rifugio, a destra) oltre il ruscello che lambisce il prato davanti al Rifugio. Come piccoli stambecchi, aguzzando la vista per non perdere neanche un segnale rosso dipinto sui grandi massi, in pochi minuti siamo arrivati al laghetto, raccolto tra gli anfratti verdi tra bosco e prati alti. Un luogo dove tornare.


Forte di Exilles

Forte di Exilles

E' importante programmare per tempo la visita a questo monumento, perché i periodi e gli orari di apertura sono soggetti a variazioni con lunghi periodi in cui è stato inaccessibile

Ed è un peccato, perché la visita merita, anche se uno non è appassionato di storia o di battaglie.
Il luogo è molto scenografico, e l'allestimento del Forte in forma di "museo" è particolarmente curato e riuscito. A partire dall'ascensore panoramico che sale in una enorme spaccatura nella roccia oltre l'ingresso.



Gli spazi da visitare sono diversi, alcuni visibili solo nel contesto di visite guidate che, come la mostra , hanno il merito di sottolineare i lati umani ed emotivi della vita del forte, oltre agli aspetti tecnici e storici.
Noi abbiamo assistito al percorso accompagnato al sottotetto e abbiamo apprezzato soprattutto il Fronte Principale, con l'Area espositiva Truppe Alpine e la suggestivo Area della Memoria.

Proiezione su colonna grezza nel sottotetto. Racconto biografico con accento piemontese

Questa non è una vera passeggiata, me ne rendo conto, ma una visita che si può integrare con la passeggiata al Rifugio Levi-Molinari perché sono in luoghi vicini.

Passeggiate facili per bambini in Val di Susa: Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè e Gran Bosco di Salbertrand

La Val di Susa, che ha un posto grande nel mio cuore,  questa estate è stata per noi un vero tesoro: il tempo si è mantenuto favorevole e noi abbiamo potuto provare tante piccole passeggiate, brevi itinerari su facili sentieri di montagna adatti anche ai nostri due bambini, di 4 e 8 anni.

Queste sono le gite n.7 e n.8. L'elenco di tutte le passeggiate con i relativi links sono QUI
Nella stessa pagina trovate la MAPPA con tutte le nostre gite in Val di Susa.

Le gite qui descritte sono state personalmente testate e "a prova" di bambino di 4 anni (con abitudini da pianura) nella stagione estiva.

In ogni passeggiata è stato comunque utile avere con noi l'attrezzatura adeguata: scarponcini con la suola scolpita, felpe, giacche a vento estive impermeabili, zaini con acqua e provviste, berretti e foulards per ripararsi da sole e vento, occhiali da sole, crema solare.


Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè: Rifugio CAI - GEAT Val Gravio e Laghetto "Paradiso delle rane"


Consiglio di intraprendere questa gita in giornate calde e soleggiate perché si svolge su un versante particolarmente ombroso della valle e tutta all'ombra del bosco. 

Il punto di partenza è la Borgata Città, nel Comune di S.Giorio, parcheggiando lungo la strada che porta al Laghetto delle Rane.
Da questo punto si possono fare anche altre gite non troppo faticose, ad esempio quella al Rifugio Amprimo è molto bella, ma noi siamo andati a Travers a Mont per raggiungere il Rifugio CAI - GEAT Val Gravio.


Il percorso è praticamente pianeggiante, su un sentiero largo e comodo che per un tratto è proprio il famoso "Sentiero dei Franchi". Il tragitto è un po' lungo ma proprio le su caratteristiche lo rendono piacevole per la possibilità di stare appaiati e chiacchierare o raccontarsi vicendevolmente trame ed episodi salienti dei romanzi preferiti, come è capitato a noi.

mappa e indicazioni tratte dal sito del Rifugio Val Gravio
Da Cortavetto 1.260 m (parcheggio) seguire la strada sterrata in direzione Travers a Mont lasciando a destra la deviazione per i rifugi Amprimo, Toesca e il paradiso delle rane. Superato l’abitato in leggera discesa e passate le ultime case, si imbocca il sentiero dei Franchi (segnavia 513 A). Continuare sulla bella mulattiera nel bosco di latifoglie toccando, con modesti saliscendi le Case Arbrun, le suggestive baite in rovina di Pois e le Case Passet. Lasciata a sinistra la mulattiera per Adret si continua in comune con l’itinerario precedente fino ad un punto panoramico dove è visibile tutto il Vallone del Gravio, dominato dal Villano e dal Rocciavrè. Continuare a leggeri saliscendi sulla bella mulattiera e con un’ultima breve salita si arriva al rifugio.

Nella cartina qui sotto ho messo delle frecce verdi per indicare il tracciato che abbiamo seguito noi. 
Molte famiglie in realtà raggiungono il Rifugio GEAT partendo da Adret. In quel caso il percorso è più corto ma nella prima parte più ripido.

itinerario da Travers a Mont al Rifugio CAI-GEAT



Lungo il sentiero: funghi, lamponi e fragole di bosco. 


E al Rifugio cosa ci aspetta? 



Un pic-nic!

E a pochi passi: un ponte sul torrente Gravio, una vivace cascata, con una pozza d'acqua cristallina e perfino delle incisioni rupestri..
Ma è ora di tornare, così abbiamo ancora un po' di tempo per goderci il "Paradiso delle Rane"!  




Chissà se è la stagione giusta per sentirle gracidare? Direi di no...

Ciclo di riproduzione della rana temporaria al Laghetto delle Rane (da un cartello didattico ivi esposto)
Come si può immaginare, per arrivare al Rifugio io ho scelto la partenza da Città per via del laghetto.. 

Visione panoramica del Laghetto delle Rane superiore

Gran Bosco di Salbertrand: da Monfol al Rifugio Arlaud

Anche la visita al Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand secondo me è meglio farla in una bella giornata di sole, per via dei tratti di bosco fitto e  perché da Montagne Seu la vista sulla valle in una giornata tersa è davvero spettacolare.


La nostra passeggiata dentro al Gran Bosco è iniziata da una frazione di Sauze d'Oulx, dall'area attrezzata di Ser Blanc (vicino ad un parcheggio) dove si può fare un pic-nic e giocare nel prato tra le cavallette godendosi il panorama maestoso delle cime.

Panorama da Ser Blanc

Abbiamo poi preso la Strada Sauze d'Oulx-Monfol-Ser Blanc  (qui la MAPPA completa del parco in pdf
il percorso che abbiamo seguito noi è quello segnato in verde
Una strada asfaltata aperta tutto l'anno collega Gran Villard di Sauze d'Oulx a Monfol (caratteristico insediamento alpino, un tempo alpeggio del Gad di Oulx, oggi abitato in modo permanente da una famiglia). Da qui 800 m di strada sterrata conducono all'area attrezzata Ser Blanc dove in estate sono presenti un parcheggio ed un punto info con servizi gestiti dall'Ente Parco. A Ser Blanc una sbarra vieta il transito a tutti i mezzi motorizzati esclusi quelli autorizzati. Appena superata la sbarra ci si trova davanti ad un bivio: a sinistra, in discesa, s'imbocca la strada Ser Blanc-Salbertrand, a destra la strada che conduce al Colle Blegier o a Montagne Seu.
Per raggiungere Montagne Seu, verso il Rifugio alpino Daniele Arlaud, abbiamo  seguito il
Tragitto 1: Località Monfol (comune di Sauze d’Oulx): dislivello 150mt circa, sviluppo 6 km, tempo di percorrenza 1 ora e mezza. Consigliato per l’accessibilità delle macchine e la possibilità di parcheggio anche in presenza di neve.

Al ritorno abbiamo provato a prendere la scorciatoia seguento il sentiero n.10, che è molto stretto, necessita di facili guadi di corsi d'aqua e si snoda completamente nel bosco alto e fitto, silenzioso. Fantastico.

Passeggiate facili per bambini in Val di Susa. Bardonecchia: da Pian del Sole a Chesal e in seggiovia da Melezet verso il Percorso Naturalistico

La Val di Susa, che ha un posto grande nel mio cuore,  questa estate è stata per noi un vero tesoro: il tempo si è mantenuto favorevole e noi abbiamo potuto provare tante piccole passeggiate, brevi itinerari su facili sentieri di montagna adatti anche ai nostri due bambini, di 4 e 8 anni.

Queste sono le gite n.11 e 12. L'elenco di tutte le passeggiate con i relativi links sono QUI
Nella stessa pagina trovate la MAPPA con tutte le nostre gite in Val di Susa.

Le gite qui descritte sono state personalmente testate e "a prova" di bambino di 4 anni (con abitudini da pianura) nella stagione estiva.

In ogni passeggiata è stato comunque utile avere con noi l'attrezzatura adeguata: scarponcini con la suola scolpita, felpe, giacche a vento estive impermeabili, zaini con acqua e provviste, berretti e foulards per ripararsi da sole e vento, occhiali da sole, crema solare.

Bardonecchia: Parco Avventura e passeggiata in quota da Pian del Sole a Chesal 


Premessa: Bardonecchia in estate è il paradiso degli appassionati di mountain bike, anche se a me lo sport che viene praticato nel "bike park" devo dire che fa un po' impressione e bisogna prestare particolare attenzione quando si percorrono a piedi i sentieri perché a volte vengono condivisi con i ciclisti..

mappa degli impianti di risalita estivi a Bardonecchia. Vedi sentiero n 20

Bardonecchia Adventure Park
Noi abbiamo fatto una gita a Bardonecchia per provare l'ebbrezza di restare in equilibrio tra gli alberi del Parco Avventura ma soprattutto per poter facilmente portarci in quota grazie alla seggiovia e passeggiare nei prati alti senza fare troppi tornanti in automobile. (QUI la mappa dei sentieri).

Da Campo Smith (45°04'14.4"N 6°41'45.9"E) abbiamo preso la seggiovia fino a Pian del Sole, e da lì abbiamo imboccato il sentiero numero 20 che sale gradatamente nei boschi fino a Chesal. (A posteriori forse è meglio fare come consigliano gli esperti, cioè partire invece da Chesal e prendere il sentiero in discesa, nell'opposta direzione!)
Arrivati a Chesal siamo scesi con la seggiovia, che è sempre molto divertente, fino alla stupenda Melezet, una vera perla di paesino, e siamo tornati a Campo Smith con il bus navetta gratuito, che ha una comodissima fermata proprio vicino ad un parco giochi per bambini, per sconfiggere la noia dell'attesa.

Discesa in seggiovia a Melezet

Bardonecchia: in seggiovia da Melezet a Chesal e passeggiata lungo il Percorso Naturalistico

Affascinati dai panorami che ci regalano le montagne intorno a Bardonecchia abbiamo preso di nuovo la seggiovia, questa volta direttamente da Melezet (45°03'27.9"N 6°40'53.7"E), e siamo saliti a Chesal per passeggiare lungo un facile Percorso Naturalistico.


All'arrivo della seggiovia di Melezet parte il percorso naturalistico di Bardonecchia.Appena scesi dalla seggiovia, sulla destra, troverete la partenza del percorso blu che in 10 minuti vi condurrà al laghetto su una pianeggiante strada sterrata.Proseguite poi sul percorso rosso, una piacevole camminata ad anello di circa 1 ora all'interno del bosco di abeti rossi e bianchi.Lungo la passeggiata troverete vari cartelli esplicativi che segnalano le diverse caratteristiche degli elementi naturali incontrati sul cammino.



Prima della partenza però abbiamo dovuto fermarci a curiosare tra le numerose statue di animali disposte nel prato vicino al ristorante Chesal, vero divertimento per i bambini, e a fare un pic-nic in un punto particolarmente panoramico.


Il percorso naturalistico è effettivamente ben segnalato e facile da seguire, senza elementi di difficoltà e lungo punto giusto.
Prima della discesa in seggiovia, però, altra sosta obbligata ad un ruscello che c'è lungo la via del ritorno, per giocare a fare le dighe e scoprire qualche altro animaletto misterioso.
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