venerdì 11 aprile 2014

"Screen time". Italia, 1983, terza elementare. Quanta televisione guardavamo da piccoli?


Per rispondere a questa domanda ho attinto da fonti storiche ben documentate: i miei quadernini delle elementari.


Ed eccoci tornati al 4 e 5 febbraio 1983, una statistica di prima mano tra i bambini di una terza elementare di provincia. (In corsivo qualche mia osservazione)

Il programma televisivo preferito
(chissà se mi ricorderò qualche programma? Qual'era la mia crocetta?)



Cartoni animati (17 crocette... tutti e 17 i bambini della classe, ovvio)

Flo (4 crocette, penso si trattasse di "Flo, la piccola Robinson")
Hallo Spank (6 crocette)
Candy (2 crocette)
Gordian (2 crocette, non me lo ricordo affatto)
Nilz ("Nils Holgersson", 1 crocetta)
Starzinger (2 crocette)

Per quante ore guardiamo la TV:



7 ore (5 bambini, apperò!)
5 ore (4 bambini)
4 ore (4 bambini)
6 ore (3 bambini)
3 ore (1 bambino)

Cosa guardiamo alla TV



Telefilm: 15 bambini
cartoni animati: 17 bambini
film: 14 bambini
telegiornale: 4 bambini
documentari: 4 bambini
varietà: 13 bambini

- - -

Il resto delle considerazioni, dei consigli e delle riflessioni le lascio leggere direttamente a voi. 





- - - 

A proposito di quaderni delle scuole elementari. Ho scoperto ieri, grazie ad un'amica, un interessante progetto volto al recupero di questa forma di memoria storica: Quadernini, all'interno del Progetto Quaderni Aperti.

Quadernini è un’iniziativa di divulgazione di contenuti di quaderni delle elementari attraverso l’intrattenimento.
Il progetto, nato nel 2008 e sviluppato in collaborazione con la compagnia Teatro del Singhiozzo, utilizza diversi canali di contatto con il pubblico:
- una pagina Facebook costantemente aggiornata in cui vengono postati i contenuti dei quaderni;
- uno spettacolo itinerante di letture dei temi più divertenti e interessanti contenuti nell’archivio Quaderni Aperti;
(qui alcuni video)
- una rubrica sul portale web di Smemoranda.

sabato 29 marzo 2014

"Get into the groove" - bellissime canzoni per bambini (e non) dalla serie animata "Tinga Tinga Tales"


Tinga Tinga Tales - Get In To The Groove

Dal 21 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 su  Rai YoYo è stata trasmessa la serie animata “Tinga Tinga Tales”. Incantevole! Sulla serie della BBC sono basati anche numerosi libretti per bambini, che già conoscevamo, ma sono le canzoni, la musica di cui voglio parlare oggi.


Traggo direttamente dal sito di RaiYoYo:
Perché Giraffa ha il collo lungo? Perché Ippopotamo non ha i capelli? Perché Leone ruggisce? E perché alcuni animali sono coraggiosi ed altri più timidi? 
Queste semplici domande trovano risposta in un cartone animato dalle immagini eleganti e dai colori brillanti, in cui gli animali raccontano la loro storia aprendosi al fantastico mondo dell’arte, dei personaggi e delle tradizioni africane. 
Ogni episodio dispensa informazioni e curiosità sul regno animale, comunicando ai più piccoli importanti lezioni universali sulla società, l’amicizia e sulle conseguenze delle azioni di ognuno. Ispirata ai racconti della tradizione popolare africana e ai dipinti dell’arte Tingatinga della Tanzania, e inizialmente creata da Claudia Lloyd della Tiger Aspect a seguito di un suo lungo soggiorno in Africa, la serie è stata realizzata in animazione 2D CelAction in Kenia da un team di 50 disegnatori e si avvale del commento musicale del compositore keniota Eric Wainaina. 

Ed è un commento musicale che merita, possiamo assicurarvelo! Nel CD abbiamo trovato una ricca raccolta di canzoni, tratte direttamente dalle puntate originali della serie, ognuna con una sua atmosfera particolare, ritmi vivaci che mettono allegria. Importante la presenza dei cori, ma ci sono anche alcune brevi introduzioni parlate, basate sulla funzione della singola canzone nel contesto della puntata. 

I titoli sono questi:

1. Tinga Tinga Tales Theme, all the animals - La sigla, cantata da tutti gli animali 
2. Dawn Chorus Tinga Birds & Cricket sing Good Morning - Il coro dell'alba degli uccelli e il grillo cantano "Buongiorno"
3. I Must Have a Tail!, Peacock and the animals - "Devo avere una coda!" cantata dal pavone e dagli animali
4. You Got to Keep Cool, Monkey -"Devi mantenerti fresco" cantata dalla scimmia  
5. Pamoja! Together!, Ants - "Insieme" cantata dalle formiche 
8. Shona Shona, The Sewing Song, Hen and the animals- "La canzone del cucire" cantata dalla gallina e dagli animali
7. We Love the Rain! Frog and the water animals - "Noi amiamo la pioggia!" cantata dalla rana e dagli animali acquatici 
8. Why Chameleon Changes Colour!, Chameleon and Butterfly - "Perchè il camaleonte cambia colore!" cantata dal camaleonte e dalla farfalla 
9. Festival of Colours, all the animals - "Festival dei colori" cantata da tutti gli animali 
10. I m Jumping!, Flea and the animals - "Sto saltando!" - cantata dalla pulce e dagli animali 
11. Moon and Stars, all the animals - "Luna e stelle" - cantata da tutti gli animali 
12. Lala Salama, Sleep Tight, the Tinga Birds "Buonanotte" cantata dagli uccelli Tinga (animali di fantasia)

immagine tratta da qui

Putroppo non ho trovato i testi di tutte le canzoni: mi servirebbero perché i bambini mi chiedono i significati in dettaglio e la mia comprensione dell'inglese parlato non è così avanzata, ahimè. 
Però in rete c'è ancora il testo della sigla, che è pure semplice semplice da imparare ed è pieno di animali!

Testo della sigla originale di Tinga Tinga Tales:

Tinga Tinga Tales Theme Song Lyrics

Animals of Tinga Tinga:
Tinga Tinga, Tinga Tinga
Tinga Tinga, Tinga Tinga.

Tinga Tinga is a Land.
Full of Stories and Surprise 
Tortoise:
Tell me about it.
Red Monkey:
With you thought you're never know.
Tinga Tinga answers all your Whys.
Tinga Birds: 
Answers all your Whys. 
Red Monkey:
Why I swing from tree to tree.
Elephant:
Why my trunk is long.
Tortoise:
Why I'm so slow.
Tickbird:
Why I tick.
Hippo:
Why my skin is smooth and slick. 
All:
You ask why, why, why, why, why?
Red Monkey: Why.
All:
You ask why, why, why, why, why? 
Hippo:
There's a story.
Red Monkey: Lots of stories. 
All:
Beneath the Tinga sky
Tinga, Tinga, Tinga Tinga.
Elephant:
Will tell you why.
All:
Tinga Tinga, Tinga Tinga.
Tortoise: 
Will tell you why.
All: 
Tinga Tinga, Tinga Tinga.
Red Monkey:
Look at all my friends!
I'll tell you why.
All:

Peccato che non ci sia una raccolta delle canzoni della versione italiana.
Intanto ascoltiamo questo CD in macchina, a casa a tutto volume per ballare, e a volte me lo ascolto anche da sola, se i bambini non ci sono: non tutte le canzoni "per bambini" del mondo sono ripetitive e con vocine insopportabili, per fortuna!!!

giovedì 27 marzo 2014

"Screen time" e bambini. Quanto tempo dovrebbero passare i bambini davanti allo schermo?

Let's talk about Screen Time - title banner
immagine tratta da qui

Traduco direttamente dal sito Medline Plus, servizio della Biblioteca Nazionale di Medicina degli Stati Uniti e dei National Institutes of Health, un documento ufficiale, datato 2011, che fornisce indicazioni ai genitori su quanto tempo i bambini dovrebbero passare davanti allo schermo.
L'originale, in inglese e in spagnolo, lo trovate qui; la mia non è una traduzione professionale, per cui se trovate errori o inesattezze segnalatemele (grazie!)

Prima delle linee guida americane, però, qualche osservazione mia, che ha a che fare col motivo per cui mi è venuta voglia di riportare l'articolo qui.

"Screen time" è un'espressione che non credo abbia un vero corrispettivo italiano. In rete -in italiano- c'è poco niente sul tema che si basi su ricerche scientifiche, nulla ho trovato sul tema a livello ufficiale, sulle linee guida del ministero della salute (ad esempio qui, o qui  o qui).

Eppure in pochi mesi due amici che si occupano di adolescenti, un parroco molto esperto e una professoressa delle medie decisamente sensibile, parlando del loro lavoro mi hanno riportato la stessa osservazione: per colpa di tutta la TV che guardano, i ragazzi di oggi hanno l'attenzione che dura come l'intervallo tra una pubblicità e l'altra. Qualsiasi attività che si proponga loro, e che necessiterebbe di una attenzione maggiore di 15-20 minuti circa, viene spontaneamente interrotta dopo quel lasso di tempo, anche se magari è riuscita a cogliere il loro interesse.
Due osservazioni indipendenti, due osservatori attenti che riportano la stessa conclusione in una conversazione qualsiasi.. mi hanno colpita.

Mi sono domandata: sono i ragazzi che modellano la loro attenzione sugli spazi pubblicitari della TV o è la pubblicità che viene studiata nei tempi per cogliere le fluttuazioni dell'attenzione dei ragazzi? Quando ero piccola io, quante ore passavamo davanti allo schermo noi bambini?

Alla prima domanda non ho ancora dato una risposta, mi informerò.
Alla seconda invece sì, attingendo a una preziosissima "ricerca sul campo" di circa 30 anni fa, che tengo in serbo per un prossimo post. Voi avete qualche risposta?

Per inciso: c'è tutta un filone di pensiero (e di ricerca) che sostiene l'utilità dei video giochi sotto molti punti di vista, ma questa è un'altra storia.

Ed eccoci all'articolo:

Screen Time
 immagine tratta da qui

Screen time e bambini 
  "Screen time" è tutto il periodo di tempo che viene trascorso di fronte ad uno schermo, che sia un televisore, un computer o un video gioco. Lo screen time è un'attività sedentaria, è essere inattivi mentre si sta seduti. Pochissima energia viene consumata durante lo screen time. 
La maggior parte dei bambini trascorrono circa 3 ore al giorno guardando la televisione. Se si aggiungono gli altri momenti passati davanti allo schermo per altre attività si arriva a 5-7 ore di screen time al giorno. 
Troppo tempo passato davanti allo schermo può: 
- aumentare il rischio che tuo figlio diventi obeso 
- rendere più difficoltoso l'addormentamento di tuo figlio la sera 
- aumentare la probabilità che tuo figlio sviluppi problemi di attenzione, ansia e depressione.

Illustration: Ron Tandberg.
"Non riesco a dormire!" "Vuoi che mammina ti cambi canale?" - immagine tratta da qui 
Il tempo passato davanti allo schermo aumenta il rischio di obesità per tu figlio perché: 
- stare seduti e guardare uno schermo è un tempo che non viene trascorso restando fisicamente attivi 
- le pubblicità in televisione sugli altri schermi possono insegnare ai bambini a fare scelte alimentari meno salutari. Per lo più i cibi nelle pubblicità rivolte ai bambini contengono molto zucchero, sale o grassi. Non sono equilibrati dal punto di vista nutrizionale.  
- i bambini mangiano di più mentre stanno guardando la TV, soprattutto se vedono pubblicità di cibo.  
I computer possono essere utili quando i ragazzi li usano per fare i compiti. Ma navigare in internet, passare il tempo su Facebook o guardare video su Youtube è considerato uno screen time non salutare. 
guidelines for screen time for kids

immagine tratta da qui 
Linee guida attuali sullo screen time  
I bambini sotto i 2 anni non dovrebbero passare del tempo davanti ad uno schermo. 
Limitare il tempo davanti allo schermo ad 1-2 ore al giorno per i bambini sopra i 2 anni. I video rivolti ai bambini molto piccoli non ne migliorano lo sviluppo, nonostante quanto possano affermare le pubblicità che li promuovono.  
Come diminuire il tempo trascorso davanti allo schermo 
Per alcuni bambini può essere difficile ridurre il tempo davanti allo schermo a 2 sole ore al giorno perché guardare la TV fa parte della loro routine quotidiana. I tentativi di ridurre lo screen time funzionano meglio quando i bambini comprendono quanto la attività sedentaria condizioni la loro salute e imparano che possono fare qualcosa per essere più sani.  
Modi per diminuire lo screen time: 
- Togliere la televisione o il computer dalla camera da letto di tuo figlio. 
- Non permettere di guardare la tv durante i pasti o l'esecuzione dei compiti. 
- Non permettere a tuo figlio di mangiare mentre guarda la TV o il computer. 
- Non lasciare la TV accesa come rumore di sottondo. Piuttosto, accendi la radio o non avere rumore di sottofondo. 
- Decidi quali programmi guardare all'inizio della visione e spegni la TV quando il programma è finito. 
- Suggerisci altre attività, ad esempio giochi da tavolo in famiglia, puzzle o passeggiate. 
- Tieni conto di quanto tempo viene passato davanti allo schermo. Cerca di trascorrere altrettanto tempo in attività. 
- Sii un buon modello come genitore. Diminuisci il tuo stesso screen time a 2 ore al giorno. 

2013-05-31-BrainonScreenTime.jpg
immagine tratta da qui 
- Se risulta difficile non tenere accesa la TV, prova ad usare la funzione di spegnimento automatico programmato, in modo che si spenga da sola. 
- Sfida la tua famiglia a trascorrere 1 settimana senza guardare la TV o trascorrere altro tempo davanti allo schermo. Trova come impegnare il tempo in modo attivo e in modo da consumare energia. 

Aggiornato al 7/1/2011 da Neil K. Kaneshiro, MD, MHA, Clinical Assistant Professor of Pediatrics, University of Washington School of Medicine. Revisionato anche da David Zieve, MD, MHA, Medical Director, A.D.A.M. Health Solutions, Ebix, Inc

mercoledì 26 marzo 2014

Banda elastica per occhiali da sole fai da te. TUTORIAL




Spunta qualche raggio di sole, che ogni tanto fa capolino tra la pioggia e le nuvole di questo lungo inverno autunnale, e i bambini sono subito lì a lamentarsi che vogliono gli occhiali da sole. Ma a loro, che hanno nasi piccolissimi, gli occhiali da sole non stanno su neanche ad incollarli.
Allora ho pensato di ricavare un elastico/laccio/cinghia per occhiali da sole da qualche elastico per capelli, dato che ho i capelli corti da un anno e ormai degli elastici non so più che farmene.


MATERIALE


Per un paio di occhiali per bambini servono ago, forbici, filo e due elastici per capelli di circa 6 cm di diametro ciascuno. Gli elastici sono quelli di lycra, senza parti metalliche: sottili bande elastiche che si arrotolano spontaneamente sui bordi (per cui a prima vista sembrano dei cordini tubolari)




PROCEDIMENTO

Per cucire facilmente un elastico per tenere fermi gli occhiali da sole dei bambini basta guardare le foto:

- tagliare a metà  un elastico per capelli



- ad una sola estremità dell'elastico (che ora è lungo circa 12 cm) piegare a metà -in larghezza-  il tessuto e cucire tra di loro i due margini laterali (quelli che tendono ad arrotolarsi) per circa un centimetro di lunghezza. La cucitura va fatta molto vicino alla metà dell'elastico, dato che poi il tessuto tende ad allargarsi quando viene infilato sulla bacchetta dell'occhiale. Meglio fare la cucitura un po' in diagonale, lasciando la parte più larga dell"asola" verso l'estremità dell'elastico e andando a stringere verso il centro dell'elastico, in modo da accompagnare l'ingresso della bacchetta e "intrappolarla" in posizione.



- ripetere l'operazione sull'altro elastico

- infilare le bacchette nelle "asole" create con le cuciture

- annodare tra loro le parti degli elastici che non sono state cucite (regolandosi in base alla lunghezza più comoda indosso al bambino, meglio non troppo stretta)



Fortuna che io avevo in casa degli elastici proprio carini, un po' azzurro-blu e un po' brillantinati :)

giovedì 20 febbraio 2014

Un libro divertente e facile da leggere: Hank Zipzer e le cascate del Niagara


Uovonero edizioni si occupa di libri e inclusione:
Amiamo i libri e la lettura. Crediamo che leggere sia un diritto di tutti: aiuta a capire il mondo che ci circonda e la comprensione aiuta a essere liberi. E poi è anche e soprattutto un piacere. Molte persone, a causa di difficoltà di vario genere, restano escluse dalla possibilità di godere dei libri: sono le persone affette da autismo, da dislessia, da ritardo cognitivo, da varie forme di disturbi dell'apprendimento.
Noi di uovonero vogliamo che chiunque, nessuno escluso, possa esercitare il proprio diritto alla lettura.
Già questo basterebbe a presentare la scelta editoriale di tradurre finalmente anche in italiano (e bene, a mio parere) i primi volumi di questa famosa serie di romanzi per bambini: Hank Zipzer, il superdisastro.
Hank infatti è un bambino dislessico si parla delle sue disavventure e dei suoi problemi, e il volume stesso è presentato in un'edizione ad alta leggibilità. SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU


In realtà io penso che quelli della Uovonero siano stati geniali a permettere anche al pubblico italiano di godere di questo volumetto, al di là di tutto, perché è veramente, genuinamente divertente.
Letteratura per ragazzini, d'accordo. Scorrevole, facile, veloce, ok. Ma fa ridere e non è banale.

Ad esempio contemporaneamente stavo leggendo "L'esilarante mistero del papà scomparso" (qui trovate una recensione approfondita) di Neil Gaiman e anche se i disegni sono fantastici e il libro molto ben strutturato, fa ridere in un modo più costruito, meno immediato, non so. (Probabilmente qui c'entra anche la traduzione, temo.)



Comunque. La storia di "Hank Zipzer e le cascate del Niagara" non ve la racconto, tanto è già stata presentata in diversi articoli in rete, come questo.  SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU
E sottolineare il fatto che uno degli autori sia Henry Winkler, il Fonzie di "Happy Days", non credo sia molto importante.. anzi devo dire che un po' questa informazione aveva raffreddato i miei entusiasmi quando avevo seguito il lancio del libro, lo scorso anno.

HenryWinklerHankZipzer

Però sabato scorso l'ho comprato, e l'ho letto con piacere (e risate soffocate sotto il piumone per non svegliare mio marito). Così sono qui a presentarlo, per il Venerdì del Libro di Home Made Mamma.

Secondo me per il mio bambino di 8 anni è ancora un po' presto come proposta di lettura in autonomia, ma quasi ci siamo. Di sicuro io ho voglia di provare ad andare avanti e leggermi pure "Hank Zipzer e la pagella nel tritacarne", l'ultimo uscito nella edizione italiana, provando prima il mio inglese su "I got a 'D' in salami" in edizione originale. SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU


Così, se ci capisco qualcosa, posso proseguire nella lunga serie: siamo arrivati al numero.. 17!!!
 SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU
Per concludere, aggiungerei che -ovviamente- ne è stata tratta una serie tv recentemente messa in onda dalla BBC (peccato che da noi non si riesca a vedere, ero curiosa), che ha la sua pagina su CBBC.  SCRITTO DA VOGLIOUNAMELABLU
Buona lettura da Vogliounamelablu

giovedì 13 febbraio 2014

"Four Little Corners": un libro digitale interattivo tratto da "Quatre petits coins de rien du tout" di Jérôme Ruillier (2004)


"Quatre petit coins de rien du tout" di Jérôme Ruillier

Ho da poco un tablet e mi sto studiando i rischi, ma anche le potenzialità.
Per il Venerdì del Libro oggi mi voglio addentrare nel mondo dei libri digitali interattivi per bambini - per comprenderne lo stato dell'arte (su Android, in Italia) - e così mi imbatto in "Four Little Corners", un'applicazione della compagnia spagnola DaDa che ha vinto a marzo il prestigioso "Digital Award 2013" rilasciato in occasione del Bologna Children's Book Fair.


Decido di fidarmi, scarico l'app; mi piace.
"Quatre petit coins de rien du tout"
"Four little corners"
"Por Cuatro esquinitas de nada"
"Die vier kleine Ecken"
                                                        .. e in italiano?

Non c'è in italiano, ma è semplice e piace da subito ai miei bambini di 4 e 8 anni, piace alle mie amiche. Approfondisco.

Ma cos'è che piace? L'applicazione nella sua interattività (elementare), o la storia?

E' la storia, certo! Inteneriti, abbiamo subito preso le parti del protagonista, un quadratino che rischia di restare escluso o di doversi adattare - snaturandosi - ad un ambiente che non è disegnato per lui!

photo 1
E la storia viene da un libro di carta, un libro del 2004, scritto da Jérôme Ruillier, un libro che nelle scuole materne in francia, e in spagna, è da tempo utilizzato per affrontare i temi della integrazione e della diversità, oltre che per lavorare sulle forme semplici. In linea di massima il testo fa così

"Quattro angolini"

Quadratino gioca con i suoi amici.
Drin! E' ora di entrare in casa. 
Ma Quadratino non può entrare! Non è rotondo come la porta.
Quadratino è triste. Vuole davvero entrare in casa.
Allora si stira, si ribalta, si gira, si piega.
Ma non riesce ancora a passare per la porta.
"Devi diventare rotondo!" dicono i Cerchietti.
Quadratino ci prova con tutte le sue forze.
"Ti devi concentrare!" dicono i Cerchietti.
"Sono rotondo, sono rotondo, sono rotondo..." ripete Quadratino
Ma non funziona! Cosa possiamo fare? 
Quadratino è diverso. Non sarà mai rotondo.
"Dovremo solo tagliarti via gli angoli!" dicono i Cerchietti.
"Oh, no!" dice Quadratino, "farebbe troppo male!"
I Cerchietti s radunano in salotto. Discutono per tanto tanto tempo.
Finché capiscono che non è Quadratino che deve cambiare...
                                                                                                             [...continua...]

Facciamo un giro in rete, ecco i materiali che preferisco:





Video passo uno con cerchietti e quadratino di feltro sulla lavagna.

Ma tanti altri sono gli adattamenti: animazioni, spettacoli per bambini, fatti dai bambini, con i timbri, con il gioco forza 4.. 

Senza dubbio questo è un libro che sembra nato per l'interattività...  digitale, di cartone, di stoffa!!!


E l'autore? 
Leggiamo su Babelio:
Jérôme Ruillier è un autore illustratore francese, nato in Madagascar nel 1966. Ora vive in Francia. Scrive di sé: "Ho studiato alla Scuola superiore per le arti decorative di Strasburgo. Appassionato più di alpinismo che di disegno, non ho mai raggiunto il diploma... Ora vivo a Voiron con Isabelle Carrier, anche lei autrice-illustratrice e insieme cerchiamo un "difficile equilibrio" tra i nostri due figli, Anouk et Mona, la nostra passione per la montagna e il nostro lavoro". 
In Italia è pubblicato il suo libro "Uomo di colore!", peccato.

Ma allora, questa app? 
Non ho mai sfogliato il libro originale, non so dire se l'app lo tradisca o meno. A me la grafica pulita, i colori brillanti e lo stile minimalista sembrano rendere ancora più universale la storia, da leggere e da giocare.



P.S.: "PlayTales Launches the Most Cost-Effective Interactive eBook Builder Available": chi si vuole lanciare a creare qualche bel libro interattivo.. in italiano!??!?!

mercoledì 5 febbraio 2014

Riflessioni sul tablet. Costruire migliori confini tecnologici familiari

Quest'inverno ho ricevuto in regalo un tablet usato. Laura aveva ragione, è uno strumento proprio adatto a me. 
Per prima cosa, nei lunghi giorni di raffreddamenti vari che hanno segregato in casa la nostra famiglia durante le feste, ho preso confidenza col mezzo e l'ho adattato alle mie esigenze di lavoro. Ora che lo uso quotidianamente da un paio di mesi a scopi puramente professionali (ho svuotato la mia borsa dall'agenda, blocco appunti, dai testi di consultazione, dalle documentazioni di riferimento) mi è venuta la curiosità di esplorare qualche altra possibilità di utilizzo. 
Ho pensato ad un app per disegnare e SketchUp mi è subito venuta in soccorso. Ho pensato ad un'app per aiutare il Pulce a ripassare le tabelline, e scava scava nell'immane fuffa del mercato android ne ho scovato un paio di essenziali ma carine. Ho pensato a un ebook interattivo da guardare e toccare col Cic, ma su android siamo proprio in alto mare (a parte forse questi).
Quello che vorrei evitare, come già sta accadendo in questi giorni di -ancora!- malattie è che i bambini confondano uno strumento così.. multipotenziale.. con una tv portatile dove guardarsi i video dei cartoni di YouTube.

Il Cic alla scuola materna impara i colori in inglese "con i tablettini" e quando vede uno schermo touch sa già cosa fare.
Il Pulce sta crescendo: in terza elementare mi racconta che all'intervallo i bambini, quando non sono a guardare cartoni in classe sulle LIM, si confrontano sui risultati ottenuti con i videogiochi degli smartphone arrivati per Natale in casa loro. 
Su YouTube ci sono video di bambine di quinta che illustrano il loro make-up per il primo giorno di scuola media. E video delle mamme e delle loro bambine che mostrano ai loro followers cosa hanno comprato l'ultima volta che sono andate dai cinesi.
"Vecchio" disegno del Cic, 3 anni. A me piace pensare che sia una persona-melablu. Ma penso che sia un autoritratto in famiglia.
Che confusione.
Cerco di stare a tempo - sono fuori dal tempo. Sempre più le mie riflessioni - come essere umano, come adulta, come genitore - ruotano attorno al senso del limite. 

Mi torna in mente un articolo condiviso da Minimo qualche tempo fa, tratto da "The Apartment Therapy" (a cui ovviamente vanno tutti i diritti del caso) che ho tradotto a modo mio e riportato qui sotto. (Ho tradotto anche qualche commento a mio parere utile ad arricchire la riflessione, per leggere tutto il thread rimando ovviamente al post originale).
 4 passi per costruire migliori confini tecnologici familiari
Un mio caro amico recentemente mi ha riferito: "vorrei non fossimo stati così elastici con i ragazzi rispetto ai limiti nell'uso delle tecnologie". Tutti i loro figli usano telefoni cellulari, passano tutti il tempo nelle loro stanze sui computer o gli iPads, ogni giorno passano diverse ore giocando ai videogiochi o guardando  la TV. Credeteci o no, non è sempre stato così ma, semplicemente... è aumentato, un po' alla volta. Ora, è possibile rimettere indietro l'orologio? Davvero? 
Questo mio amico non è l'unico. So che ci sono molti genitori che hanno la sensazione che l'uso della tecnologia sia fuori controllo, in casa loro, (indipendentemente da quanto sia utilizzata), e proprio non hanno idea di come affrontare la cosa. 
Come parte della January Cure, ci siamo recentemente impegnati nel "digiuno notturno da media" (overnight "media fast"). Il digiuno è uno strumento incredibile per noi per capire cosa ci controlla e quale effetto ha su di noi. E poi ci dà la possibilità di liberarci proprio da quella cosa che esercita il controllo su di noi. Quale miglior modo per portare sane abitudini in una famiglia  che un nuovo inizio, fresco, pulito, attraverso uno strumento come un digiuno da media.  
Come fare? Il primo passo è coinvolgere la famiglia al completo. Non possono essere solo i ragazzi, deve coinvolgere anche Mamma e Papà. Ricordate, come genitori, che siete voi a condizionare i comportamenti in casa vostra. Non è buona cosa se Mamma viene beccata a giocare ai videogiochi e Papà a postare su Facebook. Tutti si mettono intorno a un tavolo e ne parlano, e stabiliscono un determinato limite di tempo e per quel lasso di tempo mettono via gli aggeggi tecnologici. 
Il secondo passo è rimpiazzare le abitudini scorrette con quelle sane. Rendente divertente il "digiuno"! Cuocete insieme biscotti, fate una passeggiata, suonate insieme. Pensate a cosa piacerebbe fare alla vostra famiglia, cosa vi darebbe la carica in quanto gruppo, e fatelo. In quell'occasione fate qualcosa di veramente speciale.  
Il terzo è di riflettere sulla vostra esperienza di digiuno dalla tecnologia. Cosa è stato difficile? Cosa è andato bene? Che indicazioni per cambiamenti potreste trarne? La chiave di tutto è parlarne insieme. 
Ultimo passo, quindi, è proporre alla famiglia un nuovo piano per l'uso della tecnologia, tenendo in conto i differenti bisogni di ciascun membro della famiglia, che include la necessità di stabilire dei limiti. Un vecchio monaco una volta disse che il digiuno più efficace è "mangiare solo un po' meno di quanto uno vorrebbe, tutti i giorni." La stessa cosa è con la tecnologia. Il miglior modo per controllarla e di usarla solo un po' meno di quanto vorreste. Creerà disagio. Probabilmente ci saranno tentazioni. Ma alla fine sarei sorpreso non ne risultassero persone più attive, più coinvolte, più creative.  
La vostra famiglia ha mai fatto un periodo di pausa dalla tecnologia? Come è andata? quali sono stati i risultati? Condividete la vostra storia qui sotto!




Mi fa un po' ridere a volte il modo in cui le persone si attaccano ai loro cellulari come un neonato col suo succhiotto. Ovviamente io faccio la stessa cosa con un libro. Non posso uscire di casa senza averne uno, non si può mai sapere se potrai avere un momento giù da rendere migliore con una breve lettura. maynelander 
Oh-oh. Mio marito ha comprato a nostro figlio di 8 anni un iPod touch per il suo compleanno qualche mese fa e un candelotto di dinamite non riuscirebbe a scalfire la sua presa su sta cosa (quando mi disse i suoi progetti fui irremovibilmente contraria - gli avevamo appena regalato un lettore mp3 il precedente natale - PERCHE' un altro iPod?). Allo stesso tempo, mio marito ha problemi a dormire e la prima cosa che fa quando si sveglia nel bel mezzo della notte è accendere il suo iPhone, che sveglia ME con la sua luminosità da pieno giorno. Ciò è particolarmente spiacevole perché io mi devo alzare diverse volte ogni notte per allattare nostro figlio. E' millenni che non mi faccio una bella dormita. MA se io gli dico che il telefonino mi tiene sveglia e peggiora la sua stessa insonnia sono io la fissata. Neanche io sono perfetta (troppo tumblr/facebook/internet) così sto pensando per prima cosa di uscire da facebook, perché ne ho fin qui. Almeno su tumblr guardo/condivido arte, per cui è un'"ispirazione" per me. Forse se prometto a mio marito che la smetto con facebook, lui potrebbe lasciare il suo iPhone in cucina, la notte. Tengo le dita incrociate. ditherthither
La nostra famiglia ha recentemente iniziato una settimana lavorativa e scolastica "senza schermo" (dal lunedì mattina a venerdì dopo la scuola, momento in cui giocare ai videogiochi o guardare qualcosa è OK). Nel nostro caso è davvero importante che partecipiamo tutti e rispettiamo la regola, che riguarda il tempo davanti allo schermo a scopo ricreativo; ricerca o lavoro vanno bene, ma con moderazione. Sento in giro che per famiglie con figli adolescenti  questo tipo di divieto è difficile da mantenere perché i compiti di scuola stanno diventando sempre di più basati sul PC e l'uso dei social media vi si insinua così facilmente.. Mi piacciono i momenti di lettura e di ascolto della musica che stanno facendosi più frequenti, come risultato della nostra regola. Stiamo anche giocando insieme a giochi da tavolo con maggiore regolarità. H. Wood
Mia cugina ha due figlie adolescenti e penso che stia gestendo la cosa meravigliosamente.
Per prima cosa: no cellulari a tavola. Assolutamente. Stanno fuori dalla cucina oppure vengono confiscati almeno fino allo stesso pasto del giorno dopo. A quanto pare ha dovuto farlo soltanto un paio di volte prima che le sue figlie (e suo marito) capissero che lei non stava scherzando.
In secondo luogo: i telefonini restano spenti nelle ore di sonno. Quando non ha funzionato molto bene con le sue figlie per mancanza di controllo, ha corretto con: "stanno sul pianerottolo nelle ore di sonno".
Terzo: no TV nelle camere da letto. La loro unica TV in casa è in salotto.
Quarto: Non più di X ore di internet al giorno per le sue figlie e non oltre le 22.30. Ovviamente questo può essere aggirato utilizzando gli smartphone, ma comunque.
Penso che userò regole simili, quando avrò dei figli  ;-) German Girl 
"So che ci sono molti genitori che hanno la sensazione che l'uso della tecnologia sia fuori controllo, in casa loro, (indipendentemente da quanto sia utilizzata), e proprio non hanno idea di come affrontare la cosa. "
Stai scherzando? Come fanno a non sapere cosa fare? E se semplicemente spegnessero quegli stupidi affari?
Non c'è più nessuno che fa il genitore? Per prima cosa: chi ha comprato ai ragazzini tutti quei gadget? Chi paga la bolletta del telefono e di internet? Chi gli permette di usarli 24 su 24, 7 giorni su 7? 
Perché uno dovrebbe stare al telefono a cena mentre sta mangiando e dovrebbe interagire con gli altri? Perché un genitore dovrebbe permettere ai suoi figli di farlo? Perché un genitore dovrebbe permettere a un ragazzino di tenere una TV in camera o permettergli di dormire col cellulare acceso?
E' ridicolo come certe volte di questi tempi sembra che siano i ragazzini a dettare le regole in casa. Ancora più ridicolo è stare a sentire dei genitori che sembra non SI RENDANO CONTO di avere l'autorità di dettare le regole in casa, figuriamoci poi di FARLO. Mo86 
Ultimamente abbiamo avuto alcuni interessanti sviluppi a questo riguardo dato che entrambi i nostri figli, di 6 e 9 anni, hanno risparmiato la maggior parte delle loro mance e dei regali di compleanno per comprarsi degli iPods. Recentemente sono riusciti a raccoglierne abbastanza e io ero preoccupata che si perdesse il controllo del tempo davanti al video, ma fino ad ora sembra che rispettino la regola "un'ora". L'altro sviluppo è che, mentre inizialmente tutto ciò che volevano fare era giocare a videogiochi come Minecraft  e Angry Birds, ora il mio figlio maggiore ha chiesto di poter trascorrere più tempo davanti al computer per imparare a programmare, e i mio figlio minore vuole più tempo per il suo iPod perché si sta interessando a la fotografia digitale e al montaggio video. E' facile mantenere un rigido coprifuoco quando si tratta di videogiochi , ma quando i ragazzini cominciano ad esplorare i lati creativi e produttivi della tecnologia? Non so rispondere a questa domanda, e sospetto che sia una domanda così nuova che nessuno sappia veramente come rispondere. In un certo modo, lo stiamo tutti affrontando mentre lo viviamo e cerchiamo di condurre i nostri figli attraverso queste nuove acque più tranquillamente possibile.. anche se alcuni commenti acidi come quelli fatti da alcuni in questa discussione, certamente non aiutano. Per quel che può valere, sto cercando di pensare che la tecnologia sia semplicemente una parte di una sana "dieta evolutiva". Fintanto che i miei figli staranno facendo sufficiente esercizio fisico, staranno trascorrendo abbastanza tempo con gli amici, staranno facendo abbastanza giochi non-tecnologici e trascorrendo abbastanza tempo con me e mio marito, cercherò di non stressarmi troppo a riguardo. TammyE 

Ecco, qualche esperienza negli USA. E in Italia? Che risposte hanno trovato i genitori a queste domande? Suggerimenti per disegnare rotte ed attraversare insieme i nuovi mari?

martedì 28 gennaio 2014

Fondina per pistola giocattolo di feltro fai da te. TUTORIAL

In casa si sentiva la mancanza di una fondina per pistole, pare.

Fondina di lana infeltrita fai da te per pistola giocattolo

Così io e il Cic abbiamo aperto l'armadio dei ritagli di feltro, ci siamo messi all'opera e abbiamo creato il tanto agognato oggetto.
(E questo la dice lunga sull'animo belligerante del mio dolce secondogenito - cappello da cow boy, pistole di gomma piuma nelle tasche.)


Materiale occorrente:

- lana infeltrita o feltro pesante (io ho usato il materiale creato per i fiori di feltro fai da te)
- ritagli di feltro più leggero e altre decorazioni, tipo bottoni
- ago, filo, forbici
- cintura o cordoncino da allacciare in vita

Il Cic ha dato precise indicazioni sui colori da usare e sul tipo di decorazioni. La fondina è stata cucita dopo la sua approvazione finale e ampiamente testata

Procedimento:

- stampare il modello qui sotto e ritagliarlo

Modello per cucire una fondina (holster) per pistola giocattolo. Le misure sono adatte a pistole di diverse dimensioni, abbiamo potuto sperimentare

- appoggiarlo sulla lana infeltrita e ritagliare la forma principale dal tessuto seguendo il modello (può essere utile fissarlo con degli spilli)
- piegare la forma della fondina appoggiando il lato A sul lato B, facendo coincidere l'angolo inferiore.
- cucire i due strati sovrapposti con punto festone
- tagliare due fessure parallele più o meno a 1/3 e 2/3 del bordo superiore, dove fare scorrere una cintura.
- applicare le decorazioni scelte (ad esempio ritagliando una stella da un feltro leggero e cucendola al centro della fondina come abbiamo fatto noi e cucendo bottoni sul bordo)
- leggere tanti fumetti e guardare tanti cartoni di Cocco Bill e Occhio di Pollo per diventare un perfetto cowboy all'italiana.


Per un pugno di spiccioli & Occhio di pollo
immagine presa da qui

(Viva Jacovitti!!)

immagine presa da qui

E per finire, un tocco rétro: Cocco Bill al Carosello



martedì 21 gennaio 2014

Venerdì del libro: James Gurney, Dinotopia ed il linguaggio segreto dei dinosauri






File:Dinotopian script.svg

Che tipo, James Gurney! 

Image of James Gurney



James Gurney è un celebre artista che ha saputo contaminare la paleoarte più scrupolosa (ha per anni creato illustrazioni scientifiche per National Geographic Magazine) con la fantasia più sfrenata, fino a fondare un vero e proprio Nuovo Mondo: Dinotopia. Provate a farci un salto:

Dinotopia è un luogo utopistico fittizio creato dall'immaginazione dell'autore e illustratore James Gurney.
Il nome significa sia "paese dei dinosauri" sia "posto terribile", poiché in greco δεινός (deinos) significa terribile mentre τόπος (topos) significa posto. 
Sull'isola nascosta di Dinotopia gli esseri umani e i dinosauri vivono e lavorano insieme in armonia, salvo per i pochi predatori che vagano per la terra. È un posto che possiede ancora quell'armonia e quella bellezza che sono stati persi dal resto del mondo.
Dinotopia è nata con lo scopo di illustrare l'omonimo libro per bambini: una terra rimasta invariata dal tempo.                                  (wikipedia)
 James Gurney è un anche un blogger generoso, che descrive le sue scelte tecniche e le sue ricerche creative in una sorta di diario di viaggio nel realismo immaginario (imaginative realism): Gurney Journey. Si parte dal blog, e scopre tutto un mondo, fatto di video, libri scritti in collaborazione, adattamenti cinematografici..


immagine tratta da uno dei post che tratta le origini di Dinotopia

A me soprattutto piace, nel blog, la raccolta di post in cui Gurney racconta le origini di Dinotopia, di come è nata l'idea e di come via via è riuscito ad aggiungere i particolari della vicenda e dell'ambientazione che contribuiscono, insieme al fascino dell'illustrazione, a rendere così caratteristica Dinotopia, le sue genti e i suoi costumi.

Ci ha colpiti in particolare il racconto della nascita della lingua dei dinosauri:
"Nel corso delle mie ricerche per scrivere il libro, ho visitato le notevoli piste di orme di dinosauro nel Connecticut centrale. Mi hanno ricordato la scrittura cuneiforme dell'antico Medio Oriente, che alcuni tra i primi esploratori scambiò per orme di uccello su tavolette d'argilla. Ho scolpito uno stampo di orma da una gomma per cancellare rosa. Ruotando sistematicamente le orme a tre dita, ho inventato l'alfabeto di orme, che avrebbe permesso ai dinosauri una forma non verbale di comunicazione."
Eccone l'alfabeto:


Subito il Pulce e il suo amico Dade hanno provato a copiarlo con la matita e a scriversi messaggi in codice-dinosauro. Chissà come saranno state contente le maestre!
Uh! ci sono anche i font in dinotopiano, in rete.., quasi quasi mi viene un'idea per il prossimo biglietto di auguri per il compleanno di Dade...


immagine tratta da qui

Dedico questo post a Daniele che ci ha regalato il libro facendoci entrare in un altro mondo, alla famiglia Kramer e alle sue mappe, a Esse e Cì, e a tutti coloro che seguono il Venerdì del Libro e hanno un debole per dinosauri e cose così.

Decorazione fai da te per torta di compleanno con lettere di gomma crepla. TUTORIAL

Il Pulce ama decorazioni ed effetti scenografici. Io mi rilasso e mi diverto a giocare con materiali morbidi e colorati, ed ho un sacco di gomma crepla avanzata da progetti di qualche anno fa.
Così è nata l'idea di realizzare una scritta di gomma crepla per decorare i dolci per la festa di compleanno del Pulce.

decorazione per dolci in gomma crepla


Materiale:



- fogli di gomma crepla colorati (ho scelto questo materiale perché è abbastanza rigido ma si taglia facilmente, è lavabile, non stinge e non si macchia, come invece può capitare al cartone)
- forbici
- stuzzicadenti
- colla a caldo

Procedimento:

- Per prima cosa bisogna ritagliare diversi rettangoli (anche non uguali) da fogli di gomma crepla colorati.
L'importante è che le lettere non siano troppo alte e allungate (altrimenti non restano bene in piedi e finisce che bisogna rinforzarle sul retro). Le mie sono 6 cm per 12 cm e stanno perfettamente ritte.

- Poi con le forbici si ritaglia da ogni rettangolo una lettera diversa in modo da comporre gli auguri desiderati



- Dai ritagli di gomma crepla si ricavano rettangoli più piccoli, perché restino nascosti nella parte posteriore- inferiore di ciascuna lettera

- (Per ogni lettera) si distribuisce un filo di colla a caldo sul contorno e in una linea verticale centrale di un  piccolo rettangolo



- Su questa si incolla uno stuzzicadenti, lasciandone una metà che sporga oltre la parte inferiore, e poi si incolla il rettangolo col suo stuzzicadenti sul retro della lettera facendoli aderire bene, in modo da creare una punta che si infili nel dolce da decorare.



Il risultato, alla fine, dovrebbe riuscire più o meno così:

muffin al cocco, muffin al cacao, strudel di mele vegano a forma di 8, lettere decorative di gomma crepla colorata

Fa un bell'effetto, no?
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