giovedì 1 marzo 2012

Pensare la felicità


Questa la lettura che vorrei consigliare oggi a chi passa di qui, a Paola e a tutti gli affezionati dei suoi Venerdì del Libro: "Politica per la felicità: un manifesto".
Il progetto di traduzione si è concluso, e grazie a Elle e Maria oggi possiamo scorrere in italiano il manifesto finlandese "The Politics of Happiness".
Niente di poetico. Qualche risultato di studio scientifico, qualche frase ad effetto, qualche banalità, direte voi.
Però certe banalità vedersele messe lì, nero su bianco, un po' mi hanno fatta pensare, ed in un certo senso hanno anche gettato una nuova luce sul mio modo di lavorare e di conivolgermi socialmente.

Ecco tre frammenti sparsi, ad esempio:

L'educazione scolastica dovrebbe includere un maggior di numero di pratiche a sostegno del fare insieme. Le attività civiche e le altre forme di attività collettive devono essere incluse in tutti i programmi didattici. Allo stato attuale, il sistema scolastico comunica queste competenze poco e male: è necessario insegnare agli studenti non solo a “comportarsi bene” e a “stare tranquilli”, ma anche a sviluppare l’abilità che consiste nel dare e ricevere riscontro dagli altri.

In ogni cultura esiste la convinzione che i bambini portino la felicità. Tuttavia, misurando l’effetto che i bambini hanno sulla felicità emerge una storia diversa: le coppie sperimentano il massimo livello di felicità prima di avere il primo figlio1, e di nuovo quando l'ultimo si trasferisce fuori casa2. Questo vale soprattutto per le donne3. Secondo alcuni studi, le donne si sentono più felici quando mangiano, fanno esercizio fisico, shopping o un sonnellino, oppure guardano la televisione, rispetto a quando devono prendersi cura dei propri figli4.La questione non riguarda tanto i bambini, quanto il modello di famiglia nucleare. Nella società moderna, i bambini non aggiungono valore ai rapporti umani significativi, ma possono invece portare all’isolamento della famiglia dal resto della società, confinandola al luogo di lavoro e alla casa. Tuttavia, il supporto a rapporti umani significativi e di qualità, come quelli famigliari e amicali, è ampiamente giustificato dalle ricerche sulla felicità5. 
1 Walker 1977 2 Myers 1992 3 Feeney 1994 4 Kahneman et al. 2004 5 Lyubomirsky 2009 

In generale, non siamo molto abili ad applicare le probabilità statistiche alla nostra vita. Siamo convinti che i nostri rapporti più importanti dureranno per sempre, pur sapendo che la loro durata media è diminuita in modo significativo, e che la maggior parte finisce per non durare1. Se ricerchiamo la felicità solo attraverso il matrimonio e i figli, ne soffriranno gli altri rapporti umani, e la felicità stessa: questi fattori inizialmente possono incrementare la felicità, ma il processo si livella nel giro di pochi anni, e la felicità del singolo torna ai valori precedenti2. I rapporti di coppia e la famiglia non possono essere l'unica forma di relazione umana intima. Senza altri rapporti umani, la rete di sicurezza del singolo risulta debole. Costruire e mantenere amicizie è di vitale importanza: le scelte delle persone su come trascorrere il tempo determinano, in ultima analisi, in che modo le amicizie vengono mantenute e sviluppate.La capacità di fidarsi degli altri si sviluppa ampiamente nella prima infanzia, quando è importante esporre il bambino a contatti diversificati con gli adulti. La chiave è imparare a fare insieme. Il bambino, crescendo, diventa parte delle comunità in cui è coinvolto in termini di hobby, volontariato, attività ricreative. Supportare le pratiche che contribuiscono alla capacità di collaborare e allo sviluppo dell’autostima è una buona politica, dal punto di vista della felicità. Gli individui con un livello sano di autostima e di fiducia hanno meno probabilità di essere attratti dalla “corsa sulla ruota” fondata sulle risorse naturali.
 
1 Kontula 2009 2 Gilbert 2006 


Daniele mi ricorda che lo spirito della diffusione della cultura è che non si può controllare: il "saggio", una volta completato, prenda la sua strada e ne faccia più possibile. Giusto!
Elle mette a disposizione uno spazio per il manifesto sul suo minimo: scaricatevelo!

Lavorare al progetto di diffusione del manifesto mi ha permesso di fermarmi e pensare la felicità. 
Ho provato a fotografarla: difficile! la felicità... non me la bevo!



La felicità non si compra e non si vende. La felicità si costruisce e condivide, ancora.

- Maria ne parla anche su Lapappadolce, giusto qui.
- Stima di Danno ne parla su suo non.blog col minimo sforzo (mi raccomando i commenti!).
- Elle, che l'ha tradotto, lo ri-traduce nel suo splendido post "(io) Manifesto" accompagnandoci nei passaggi salienti, verso il senso ultimo del progetto.
- Pentapata lo presenta qui, con la forza delle immagini
- Mammainverde: sulla politica ovvero la ricerca della felicità
- Owl condivide, nel suo Cuor di Carciofo
- amche Tommasina Squadrito lavora sulla felicità e presenta qui il manifesto


P.S.: La melina rosa messa accanto al logo di Demos Helsinki è giusto un gioco per questo post: se la si guarda bene, in fondo non è che un piccolo cuore, con dentro tutta l'energia e la speranza che abbiamo messo nel progetto e tutto l'affetto per i vecchi amici che abbiamo ritrovato e i nuovi amici che stiamo incontrando in questa avventura. 

44 commenti:

  1. semplicemente fantastico.
    ovvio che lo voglio e te lo scrivo dappertutto di mandarmelo, altro che anteprima!

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  2. Passare dal tuo blog in questi tempi in cui il tempo non c'è è un regalo che faccio a me stessa.
    Il manifesto lo già avuto in inglese, proprio grazie a te, ma anche averlo in italiano mi farebbe molto piacere :-)
    Grazie per il bellissimo lavoro che stai facendo.

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    1. Il tuo commento mi commuove, grazie!
      mandato via FB, baci!!!!!

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  3. Si si io lo vorrei leggere ,ne avrei proprio bisogno
    grazie e complimenti

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  4. È fantastico!! Per la nostra famiglia è un momento di ricerca, chi sa che questo testo non ci aiuti. Posso averne una copia? Bravissime!

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    1. Anche a noi serve per tenere la rotta, qualche riferimento, qualche spunto.
      Mandato!

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  5. prima di tutto tanti complimenti perché davvero questo lavoro vi ha richiesto tante energie! scusa ma io non ci trovo niente di banale in questi stralci, lo trovo già avvincente in queste poche righe, quindi lo vorrei anch'io tutto intero in italiano!
    grazie ancora, un impegno che verrà ripagato da ... un aumento del tasso di felicità nostra! baci e abbracci

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  6. "In ogni cultura esiste la convinzione che i bambini portino la felicità. Tuttavia, misurando l’effetto che i bambini hanno sulla felicità emerge una storia diversa: le coppie sperimentano il massimo livello di felicità prima di avere il primo figlio1, e di nuovo quando l'ultimo si trasferisce fuori casa"

    già questo non è banale.

    avete fatto un lavorone, ora tocca a chi legge lavorare, ponendosi le domande

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  7. Grazie, grazie! Lo voglio! Ci stiamo riflettendo di questi tempi...
    SimonaD

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  8. Sono andata a dire mi piace su facebook, trovo questo progetto uno di quelli che dicono pane al pane e vino al vino, oggi non si deve dare per scontato niente... l'ignoranza e la grettezza imperano!

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  9. Non è banale affatto. Anzi dagli stralci che leggo qui, va meditato tanto anche perchè alcune cose spiazzano.
    A me è già arrivato, ma l'ho solo iniziato e poi sono crollata ;-). Appena mi è possibile leggerlo senza anestesie e antistaminici addosso mi ci metto.

    ciao e grazie, è un tema importante la felicità, DOBBIAMO assolutamente prendercene cura!

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    1. Hai ragione, dobbiamo prendercene cura e, soprattutto, viverla!

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    2. Strategie e riflessioni per vivere la felicità http://ilmondodici.blogspot.com/2012/03/de-amicitia.html
      ciao :)

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  10. Grande (di solito, saprai, sto nell'ombra... ma quanno ce vo', ce vo'!).
    Spero di riuscire a farne buon uso...
    Grazie

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    1. Veramente GRANDE è stata soprattutto Laura. Io più che altro ho rotto le scatole a tutti!!!! ;-)

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  11. Oh io lo vorrei proprio leggere!

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  12. Sono felice che abbiate fatto questo grande lavoro di traduzione (in inglese ho fatto fatica a capire) e vi ringrazio.
    Pensare la felicità e poi fare la felicità, forse può essere lo scopo di tutta una vita. Ambizioso.
    Adoro i sogni immensi :)
    Posso avere una copia?

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    1. Penso potrebbe essere lo scopo di tutta una vita, se possibile. Addirittura qui vanno oltre, propongono che sia lo scopo verso cui tendere per tutta la società: un sogno super ambizioso, oltre che immenso! ;-)
      ti mando subito la copia!

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  13. Grazie per avermelo fatto leggere!

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    1. Prego, figurati. Diffondiamo, seminiamo! :-)

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  14. Veramente bellissimo, sia il lavoro di traduzione, sia quello che, grazie al vostro impegno, ne è venuto fuori!

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  15. Dei tre frammenti sparsi mi ha colpito il secondo, perché in parte mi ci ritrovo.

    Complimenti per il lavoro che vorrei proprio leggere.
    Grazie.

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    1. Ha colpito molto anche me. Per come a volte mi sono sentita e per come vedo evolvere le giovani famiglie accanto a me.. :-(
      Ti mando subito il file!

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  16. Complimenti per il lavoro che avete fatto!!
    Anche io ne vorrei una copia....se possibile!!Grazie

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  17. Anche io1 copia...se possibile.che gran lavorone...la felicit& sta anche nelle piccole cose..l'importante é saperle cogliere sempre..solo cosí saremmo in grado di costruirci la felicità.

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    1. Hai ragione, sta proprio nelle piccole cose. Però la politica e i cittadini è importante che creino il contesto perché la si possa vivere al meglio..
      Il link è pubblico, ora!
      http://www.minimoblog.it/download/PoliticsOfHappiness_IT.pdf

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  18. Concordo con StimaDiDanno: "avete fatto un lavorone, ora tocca a chi legge lavorare, ponendosi le domande".
    Non è affatto banale, niente è banale se fa riflettere su ciò che ci può far vivere veramente ed intensamente.
    Mi piacerebbe moltissimo averlo, se si può. Un abbraccio

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    1. un abbraccio a te!
      il link è su minimo!
      http://www.minimoblog.it/download/PoliticsOfHappiness_IT.pdf

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  19. Gran lavoro. Lo leggerei volentieri anche io!

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    1. lo trovi qui!
      http://www.minimoblog.it/download/PoliticsOfHappiness_IT.pdf

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  20. Il secondo frammento .... colpisce!
    Un po' mi ritrovo, un po' no. Diciamo che le mamme italiane sono probabilmente più caricate di momenti mammeschi, un po' per la cultura italica, un po' per mancanza di organizzazione e strutture alternative. Quando il pupo è andato in montagna per 5 giorni con il papi, ho provato per due giorni una felicità inebriante, ma poi che solitudine e senso di mancanza.
    Per quanto riguarda il primo, nel mio piccolo dissento, ma perchè ho la fortuna di insegnare una scienza sperimentale e in laboratorio si lavora sempre almeno in coppia, variando sempre il partner.
    Terzo punto: casco in pieno. Dopo la gravidanza le mie amiche del cuore le ho un po' perse, le mie esigenze di orari e luoghi erano diventati diversi. Ho costruito nuovi rapporti ma effettivamente non li coltivo a sufficienza.

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  21. Anche io sono rimasta molto colpita dal secondo e terzo frammento. E anche dove parla di quanto pesa il lavorare lontano da casa (mio marito) o il lavoro notturno (esperienza personale)..

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    1. Grazie per averlo tradotto e diffuso. Lo condividerò presto nei miei blog!

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    2. Prego, grazie a te per aver lasciato il tuo commento!

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